27 Giugno 2026
27 Giugno 2026
spot_img

Il Cosenza resiste, ma si sta svuotando: un miracolo che va sostenuto

Buscè aveva lanciato l’allarme, il campo lo conferma. Il Cosenza è ancora lì, ma senza forze fresche il sogno rischia di diventare un rimpianto

spot_img

L’1-1 di Trapani è un risultato che porta a galla quanto rilevato da inizio stagione. Perché il Cosenza non sta semplicemente rallentando: sta arrivando al limite. Il pareggio del Provinciale, pur non disastroso per la classifica, è un campanello d’allarme evidente, che certifica come questa squadra stia andando avanti con il serbatoio quasi vuoto.

Buscè lo aveva detto: organico al limite

Il tecnico Buscè lo aveva sottolineato chiaramente già nella scorsa settimana contro il Picerno: l’organico sta raggiungendo il proprio limite fisiologico. Poche rotazioni, uomini spremuti da mesi di utilizzo quasi continuo e una serie di infortuni in ruoli chiave che hanno ulteriormente ridotto le alternative.

Contro il Trapani questi segnali sono diventati evidenti. Non solo sul piano fisico, con un secondo tempo più compassato e meno brillante, ma anche su quello mentale, dove la lucidità nelle scelte e nelle linee di passaggio è andata progressivamente calando.

La differenza tra chi sogna e chi può

Nonostante tutto, il Cosenza resta aggrappato ai vagoni davanti del treno. Il pareggio del Catania a Potenza impedisce ai siciliani di allungare, mentre i Lupi mantengono distanze ancora colmabili: 5 punti separano la squadra silana dalla coppia Benevento-Catania, appena 2 dalla Salernitana.

Ma la vera differenza, oggi, non è nei numeri della classifica. È nella profondità delle rose. Benevento, Catania e Salernitana possono contare su organici lunghi, strutturati, capaci di assorbire cali di forma e imprevisti. Il Cosenza, invece, vive sul filo dell’equilibrio.

Rosa corta, margine sottile

Nel proseguo del campionato, la discriminante sarà proprio questa: avere forze fresche, uomini pronti a entrare e incidere nelle partite sporche, bloccate, fisicamente logoranti. Senza alternative credibili, ogni imprevisto rischia di trasformarsi in un problema strutturale.

Il punto di Trapani, in quest’ottica, assomiglia a una fotografia nitida: squadra compatta, organizzata, ma arrivata al confine delle proprie possibilità.

Ultimo sforzo e poi il bivio

Con la Cavese, venerdì sera, si chiude il girone d’andata. Sarà fondamentale mantenere almeno invariate le distanze, per presentarsi al giro di boa ancora dentro la corsa.

Poi, come ripetuto più volte anche da Buscè, servirà quella mano dall’alto capace di muovere sulla scacchiera le pedine giuste. Non per stravolgere, ma per provare davvero a restare agganciati.

Perché sarebbe francamente deludente se, ancora una volta, Guarascio scegliesse di accartocciarsi su se stesso, aspettando i saldi di gennaio e rischiando di buttare via quello che, ad oggi, resta un mezzo miracolo sportivo.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img