Non è stato un semplice incontro quello tenutosi questa sera al cinema San Nicola di Cosenza. È andata in scena la resa dei conti tra una piazza esasperata e un presidente incapace di dare risposte chiare sul futuro del Cosenza Calcio. Sul palco, accanto al presidente Eugenio Guarascio, il sindaco Franz Caruso, l’imprenditore Alfredo Citrigno e l’avvocato Pietro Gigliotti, entrambi reduci da offerte di acquisto della società. A moderare la serata la giornalista Patrizia De Napoli. In platea, centinaia di tifosi, pronti a chiedere risposte sul futuro del club rossoblù.
L’incontro nasceva dalla necessità di fare chiarezza sul futuro della società: da tempo, i tifosi contestano la gestione di Guarascio, mentre diversi imprenditori hanno manifestato interesse per l’acquisto del club risoltisi sempre con un nulla di fatto. La serata si è rivelata un vero e proprio faccia a faccia, in cui la piazza ha chiesto numeri concreti e il presidente ha risposto con frasi vaghe e riferimenti alla “riservatezza”.
Il sindaco Caruso: “Non è più solo calcio”
Franz Caruso ha preso subito il tema in mano, spiegando il motivo della sua presenza: la questione, secondo lui, è ormai di natura sociale oltre che sportiva. “Dovevo intervenire quando il fatto non si esaurisce più al solo ambito sportivo, ma diventa di ambito sociale. Ringrazio chi è venuto civilmente a discuterne con me e organizzare questa manifestazione.” Ha poi posto una domanda diretta al presidente e alla platea:
“Quanto vale il Cosenza Calcio?”. Il tono chiaro e fermo del sindaco ha subito messo in evidenza il nodo della serata: la mancanza di trasparenza e di concretezza nelle intenzioni di Guarascio.
Il presidente evita il cuore della questione
Guarascio ha cercato di spostare l’attenzione sulla sostenibilità e sul futuro della società:
“Il Cosenza non è un’automobile. Questo figlio va consegnato a mani che garantiscano la sostenibilità per il futuro.” Ma la platea e gli imprenditori hanno subito sottolineato le contraddizioni, puntando su trasparenza e concretezza. Alfredo Citrigno, in particolare, ha chiesto risposte chiare sulle modalità di vendita e sul valore reale della società, senza ottenere numeri precisi.
La tifoseria prende parola: “Ci sta offendendo”
L’intervento più diretto è stato quello di Pietro Garritano, volto della curva Nord: “Lei ci sta girando intorno. Ma lei è la persona con cui interloquire per vendere o dobbiamo parlare con qualcun altro? In Serie B ci allenavamo al campo della Morrone per risparmiare sull’acqua, lo store sempre chiuso, nessun campionato dignitoso. Stasera lei ci sta offendendo l’intelligenza. Si è reso conto che è solo? Lei c’è o ci fa?”. Il tono della tifoseria è stato inequivocabile: chiedere chiarezza e impegni concreti, non parole vaghe. Il pubblico ha manifestato insofferenza crescente verso un presidente percepito distante e poco trasparente.
Il nodo delle offerte e della documentazione
Il nodo centrale della serata era economico: i potenziali acquirenti chiedevano dati, cifre e bilanci. Citrigno ha insistito sulla necessità di documentazione per poter formulare una proposta seria: “Una settimana per avere le carte, in venti giorni facciamo la due diligence. Dobbiamo partire con il nostro progetto e tornare allo stadio. Voglio che la gente torni a divertirsi.”
Guarascio, pur confermando la volontà di cedere, si è rifugiato dietro la burocrazia e l’accordo di riservatezza: nessun numero concreto è stato fornito, e la cifra di una vecchia controproposta rifiutata (5 milioni più debiti) è emersa solo grazie a Gigliotti.
Il silenzio di Guarascio: nessuna risposta alla data chiave
La frattura tra il presidente e la comunità è emersa chiaramente. Il sindaco Caruso ha sottolineato la necessità di trovare soluzioni per sanare il rapporto con i tifosi, mentre Sergio Crocco, noto tifoso, ha espresso con durezza il sentimento della piazza: “Per rispetto di chi non hai pagato, te ne devi andare. Una provincia ti odia”.
Il sindaco Caruso e la concessione dello stadio
Il ruolo dell’amministrazione comunale è emerso chiaramente durante la serata, con il sindaco Franz Caruso che ha sottolineato come la gestione dello stadio non dipenda dal solo presidente. Caruso ha espresso delusione per la mancanza di passi concreti nella trattativa e ha chiarito le prossime azioni dell’ente locale: “La concessione dello Stadio l’ha fatta il consiglio comunale. Io non sono affatto soddisfatto di quanto è uscito stasera perché non abbiamo fatto alcun passo avanti. Io valuterò ciò che è necessario per sanare la frattura con la comunità. Abbiamo creduto alla società, ma adesso stiamo verificando una situazione che non si sposta di un millimetro. Chiederò al consiglio comunale una rivisitazione della concessione che abbiamo fatto.”
Le parole del sindaco ribadiscono come l’amministrazione sia pronta a intervenire per tutelare l’interesse della città e della tifoseria, indicando chiaramente che eventuali passi falsi da parte della società non resteranno più senza conseguenze.
Il silenzio di Guarascio chiude la serata: il futuro resta in sospeso
Il culmine della serata al San Nicola ha visto un momento di forte tensione tra gli imprenditori, la tifoseria e il presidente Eugenio Guarascio. Dopo ore di confronto, è stato Alfredo Citrigno a prendere l’iniziativa, chiedendo esplicitamente al presidente di fissare una data concreta per avviare formalmente le trattative di cessione del club. L’imprenditore ha suggerito il 15 novembre come termine per poter organizzare la due diligence e predisporre una proposta seria. Citrigno ha sottolineato l’urgenza e la necessità di trasparenza: “Una settimana per avere le carte da dare al notaio. Noi facciamo la proposta seria e concreta. Tu ci devi dare le carte dopo una settimana, in 20 giorni facciamo la diligence, perché dobbiamo dare il via al nostro progetto e far tornare la gente allo stadio. Voglio che la gente torni a divertirsi.”
La risposta di Guarascio, però, è stata un silenzio che pesa più di mille parole. Nessuna conferma, nessuna rassicurazione: solo evasione e una continua difesa delle regole e degli accordi di riservatezza. Questo rifiuto di indicare anche un semplice calendario ha generato un clima di frustrazione palpabile tra i presenti. I tifosi, già da tempo esausti per anni di gestione contestata, hanno accolto la mancata risposta con fischi e contestazioni, scandendo l’insofferenza di una piazza che vuole chiarezza e gesti concreti.
La serata si è così chiusa con molti nodi ancora irrisolti: il valore reale del Cosenza Calcio, l’effettiva disponibilità della proprietà a cedere la società, rimarcata ma smentita nei fatti, e la possibilità per gli imprenditori di avviare trattative trasparenti. La città resta in attesa, sospesa tra speranza e delusione, consapevole che il futuro del club dipenderà ora non dalle parole, ma da gesti concreti che tardano ad arrivare.
In definitiva, il silenzio di Guarascio più che un atto di prudenza appare come un muro tra la società e chi rappresenta il cuore pulsante del Cosenza: i tifosi, che vogliono tornare allo stadio e vedere il club finalmente protagonista, senza più alibi o rinvii.







