I consiglieri comunali di Catanzaro Sergio Costanzo e Luigi Levato hanno sollevato con la questione dello stato d’abbandono in cui versa il tratto del fiume Castace compreso tra i centri abitati dei quartieri Cava e San Ianni. Secondo i due esponenti di opposizione, l’area si trova in condizioni di grave degrado a causa dell’accumulo prolungato di sterpaglie, rovi e vegetazione spontanea non regolamentata, una situazione che, complici le elevate temperature della stagione estiva, espone i residenti al concreto pericolo di roghi capaci di raggiungere le vicine abitazioni.
“Il tratto del fiume Castace che attraversa il centro abitato di Cava e di S.Ianni versa in condizioni vergognose. Sterpaglie, rovi e vegetazione incontrollata sono il simbolo del totale fallimento dell’Amministrazione Fiorita nella manutenzione e nella tutela del territorio”, denunciano Costanzo e Levato.
L’attacco alla Giunta e la richiesta formale agli uffici competenti
Nel mirino dei consiglieri finisce la gestione politica e amministrativa dell’Ente, accusata di agire esclusivamente in risposta alle emergenze anziché operare mediante una pianificazione preventiva degli interventi sul territorio.
“Di fronte a un pericolo così evidente – affermano Costanzo e Levato – il sindaco Nicola Fiorita continua a dimostrare un’inaccettabile incapacità amministrativa e una totale assenza di attenzione verso le esigenze dei cittadini. È l’ennesima dimostrazione di un’Amministrazione che interviene solo quando l’emergenza è ormai esplosa, mentre dovrebbe prevenirla con una programmazione seria ed efficace”.
Per far fronte all’emergenza segnalata, Costanzo e Levato hanno sollecitato formalmente un’azione tempestiva da parte delle strutture comunali designate, chiamando in causa direttamente il settore Igiene e Ambiente, l’assessore Colosimo e il dirigente Adelchi Ottaviani per predisporre senza indugi le operazioni di pulizia, sfalcio e messa in sicurezza dell’alveo e delle sponde.
Il richiamo ai doveri istituzionali e il monito sulle responsabilità
Nel loro intervento, i due esponenti di minoranza sottolineano come le eventuali incertezze relative alle competenze demaniali o regionali del corso d’acqua non costituiscano una giustificazione per l’inerzia del Sindaco, tenuto in ogni caso a tutelare l’incolumità pubblica.
“Se quell’area non dovesse essere di competenza comunale – aggiungono – il sindaco non ha alcun alibi. Ha il preciso dovere istituzionale di attivarsi immediatamente nei confronti degli enti competenti, diffidandoli a intervenire con urgenza. I cittadini non possono continuare a subire i ritardi, gli scaricabarile e l’immobilismo di questa Amministrazione”.
I consiglieri concludono la loro nota richiamando il vertice di Palazzo De Nobili all’assunzione diretta delle responsabilità amministrative e politiche nell’eventualità di danni causati dal prolungarsi dello stato di incuria.
“Fiorita smetta di voltarsi dall’altra parte e inizi finalmente ad amministrare. La sicurezza dei cittadini viene prima della propaganda e delle passerelle. Se dovesse verificarsi un incendio o qualsiasi altro evento dannoso riconducibile a questo stato di abbandono, sarà evidente che chi aveva il dovere di intervenire è stato più volte sollecitato e ha scelto di non farlo. Per questo chiediamo un intervento immediato: ogni ulteriore ritardo sarebbe politicamente e amministrativamente ingiustificabile”.













