Si è svolto il 25 febbraio il progetto “Crescere nel rispetto”, promosso in sinergia con la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Catanzaro e l’Associazione “Universo Minori”, rivolto agli alunni dell’IC Catanzaro Mater Domini Nord Est Manzoni, guidato dal Dirigente Scolastico, Giulio Comerci. L’iniziativa mira a promuovere la cultura delle pari opportunità e sensibilizzare i più giovani sul tema della non violenza, con particolare attenzione alla tutela delle donne.
Protagoniste delle storie: Eleonora ed Elena
Al centro dell’incontro è stata l’avv. Rita Tulelli, che ha proposto la lettura di due fiabe significative: “Il fiore della libertà” ed “Elena, la ragazza dagli occhi luminosi”. Pur con trame diverse, entrambe le storie trasmettono un messaggio chiaro e attuale.
Nel primo racconto, Eleonora scopre dentro di sé la forza per difendere libertà e dignità: il “seme della libertà” diventa simbolo di resilienza e consapevolezza. Nella seconda fiaba, Elena impara che chiedere aiuto è un atto di coraggio e responsabilità, sfatando il luogo comune secondo cui la richiesta di supporto sia segno di debolezza.
Fiore Incantato e valori quotidiani
Attraverso il personaggio di Laura e il simbolo del “Fiore Incantato”, le fiabe invitano a riflettere sul fatto che la vera magia non risiede in poteri straordinari, ma nelle scelte quotidiane. Rispetto, empatia e solidarietà diventano strumenti concreti per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione, ricordando che ogni persona, senza distinzione di genere, merita ascolto e tutela.
Attività pratiche e partecipazione degli studenti
Gli studenti hanno preso parte attiva al progetto, riscrivendo finali delle storie, immaginando nuovi personaggi e realizzando disegni o scene alternative. I lavori saranno raccolti e pubblicati a fine anno come testimonianza dell’impegno e della partecipazione degli alunni, trasformando l’esperienza in pratica concreta e duratura.
Educare alla non violenza e costruire comunità
“Crescere nel rispetto” non è solo un progetto scolastico, ma un percorso formativo che insegna come la prevenzione della violenza passi dall’educazione e dalla costruzione quotidiana di una cultura fondata sulla dignità e sull’uguaglianza. La sfida è chiara: formare cittadini capaci di trasformare il proprio “piccolo regno” — la classe, la scuola, la comunità — in uno spazio sicuro, inclusivo e rispettoso, da cui può nascere un cambiamento reale e duraturo.









