“La Costituzione non si riforma contro i cittadini, né si piega per convenienza politica. Si difende, insieme”. Con questa convinzione è stato presentato ufficialmente a Catanzaro il “Comitato per il NO” al referendum costituzionale sulla cosiddetta Legge Nordio, durante una conferenza stampa nella Sala Concerti del Comune.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di informare e discutere in maniera chiara e democratica le ragioni del NO, difendendo la Costituzione, l’autonomia della magistratura e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Legge Nordio: criticità e implicazioni
Il Comitato ha sottolineato che la Legge Nordio non migliora i servizi ai cittadini, non riduce i tempi dei processi, e non rafforza le garanzie. Al contrario, rischia di produrre una giustizia più debole per i cittadini comuni e più severa con i più deboli, compromettendo uno dei pilastri della democrazia repubblicana.
Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, ha richiamato l’importanza di riportare la discussione su verità e responsabilità: “Se la giustizia non funziona, la risposta non può essere smontare gli equilibri costituzionali, ma investire su organizzazione, risorse, personale e servizi“.
Campagna territoriale e comunicazione chiara
Scalese ha inoltre evidenziato la necessità di un linguaggio semplice e di una presenza reale nei territori: “Dobbiamo parlare alle persone, spiegare che partecipare serve davvero. Anche pochi punti percentuali possono fare la differenza”.
Mario Vallone, presidente provinciale dell’Anpi di Catanzaro, ha sottolineato i rischi concreti della riforma: “Assoggettamento del pubblico ministero e dei giudici al potere politico”, un obiettivo che non avrebbe richiesto interventi costituzionali se si fosse trattato solo di separazione delle carriere.
Rosario Bressi, presidente regionale di Arci, ha avvertito di un rischio più ampio: la riforma potrebbe restringere progressivamente gli spazi di libertà. Francesco Tallarico, coordinatore regionale di Sinistra Italiana Calabria, ha definito il provvedimento “un attacco diretto alla Costituzione”, denunciando tentativi di propaganda nelle scuole.
Interventi di professionisti e magistrati
Tra gli interventi anche quelli degli avvocati Natalina Raffaelli ed Ernesto Mazzei, che hanno ricordato l’importanza della battaglia giudiziaria per la democrazia, e del coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle Luigi Stranieri, che ha sottolineato la necessità di una comunicazione accessibile.
Il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Romano Gallo, ha offerto uno sguardo dall’interno: il lavoro dei magistrati è complesso, e la riforma rischia di squilibrare il delicato equilibrio tra magistratura, polizia giudiziaria e giudice, con effetti profondi e irreversibili.
Prossime iniziative e obiettivi del Comitato
La conferenza si è chiusa con l’annuncio dell’avvio della raccolta firme e delle iniziative sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e realtà sociali.
Per il Comitato per il NO, l’autonomia della magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti. Il referendum diventa così una scelta a difesa della Costituzione e della qualità della democrazia.









