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14 Maggio 2026
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Cosenza celebra la “Festa dell’Europa”: Franz Caruso rilancia i valori di pace e cittadinanza

Il sindaco Franz Caruso ha aperto l’incontro dedicato all’Europa come comunità di pace, legalità e accoglienza. All’iniziativa, moderata dall’assessore Veronica Buffone, hanno partecipato istituzioni, studenti, comunità straniere e studiosi

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Si è celebrata oggi a Palazzo dei Bruzi la Festa dell’Europa, con un evento promosso dall’Amministrazione comunale sul tema “Europa: diritti, cittadinanza, pace”, moderato dall’assessore ai Rapporti con l’Unione Europea, Veronica Buffone.

A prendere la parola per primo è stato il sindaco Franz Caruso, che ha voluto lanciare un forte appello alla difesa dell’identità originaria dell’Unione: “Dobbiamo essere gli strenui difensori dei valori che hanno dato vita all’Europa. Non vogliamo un’Europa guerrafondaia, ma un’Europa dei popoli, come sognata nel Manifesto di Ventotene”. Il primo cittadino ha ribadito la necessità di una posizione europea autonoma e pacificatrice, esprimendo contrarietà sia alle invasioni degli Stati liberi, sia all’impostazione imposta dal “nuovo corso politico americano”.

Un’Europa della pace e dell’accoglienza

Caruso ha poi ricordato la coincidenza tra il suo compleanno, l’8 maggio, e l’elezione del nuovo Pontefice Papa Leone XIV, le cui parole sulla pace lo hanno profondamente colpito: “La pace deve essere la nostra bussola. L’Europa deve ritrovare il suo ruolo globale come garante della libertà e della democrazia”. Il sindaco ha anche illustrato la riattivazione dello Sportello Europa, progetto condiviso con l’assessore Buffone e il professor Franco Mollo, per supportare le comunità locali e promuovere i valori europei a Cosenza.

Un’Europa dei popoli, oltre i confini geografici

L’assessore Veronica Buffone, aprendo i lavori, ha parlato della necessità di confrontarsi sui principi fondanti dell’Unione, soprattutto in un’epoca segnata da guerre e tensioni globali: “Noi cittadini europei dobbiamo essere in prima linea nella difesa dei diritti e della dignità umana”. Tra i relatori, anche don Giacomo Tuoto, in rappresentanza dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, che ha ammonito sul rischio di una crisi antropologica profonda: “Da Reggio può nascere un nuovo ponte verso un’Europa più giusta e più vicina ai popoli, non solo agli Stati”, citando anche Sant’Agostino: “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno per la realtà e il coraggio per cambiarla.”

Europa come comunità di diritto e inclusione

Molto apprezzato anche l’intervento conclusivo del prof. Alfredo Rizzo dell’INAPP, che ha tracciato una panoramica sulle radici giuridiche e costituzionali dell’Europa, mettendo al centro l’art.10 della Costituzione italiana: “L’Europa deve essere una comunità fondata sul diritto e sulla centralità della persona, non sulla burocrazia”. Ha poi lanciato una riflessione profonda sull’integrazione: “Come trattiamo gli stranieri nel nostro Paese? Quali strumenti concreti mettiamo in campo per farli sentire parte della nostra comunità?”

Le voci delle comunità e dei giovani

Molto sentiti anche gli interventi della Consulta Intercultura del Comune di Cosenza, con contributi di Ibrahima Diop, Juan Manuel Rosello Fernandez, Mike Aben, Heleta Mariya e Stefania Bevilacqua, rappresentanti della comunità rom.

Ha portato il punto di vista dei giovani anche Salvatore Giordano, presidente del Consiglio comunale dei Giovani, sottolineando l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni nella costruzione dell’Europa del futuro.

Conclusione: rilanciare il sogno europeo partendo dai territori

Il messaggio emerso dalla giornata è chiaro: difendere la pace, la dignità umana e la democrazia è un compito che parte dai territori. Come ha concluso il sindaco Caruso: “Dobbiamo essere i continuatori del sogno europeo. Un unico Stato, un unico popolo, fondato sul rispetto della persona”.

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