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9 Maggio 2026
9 Maggio 2026
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Nuovo ospedale di Cosenza, il “Comitato 31 Ottobre” rilancia: “Facciamo decidere i cittadini”

Dopo il progetto presentato dalla Regione Calabria aumenta la contestazione. Il Comitato parla di scelta strategica che cambierebbe il futuro urbano del capoluogo

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Non si placa la discussione attorno alla realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza, dopo la presentazione del progetto regionale che individua l’area di Arcavacata come possibile sede della nuova struttura sanitaria. Tra le voci critiche si inserisce anche il Comitato spontaneo 31 ottobre, che rilancia la mobilitazione cittadina proponendo un referendum consultivo per permettere ai cosentini di esprimersi direttamente sulla localizzazione del futuro ospedale.

La proposta del referendum cittadino

Il Comitato fa sapere di voler avviare le procedure previste dallo Statuto comunale per chiedere ufficialmente l’indizione della consultazione popolare. L’idea sarebbe quella di accorpare il referendum alle prossime elezioni amministrative, così da evitare costi aggiuntivi per le casse comunali e favorire la massima partecipazione possibile.

Secondo i promotori, la questione non riguarda soltanto un’opera sanitaria, ma coinvolge il futuro stesso della città sotto il profilo urbanistico, politico e sociale.

“Difendere il ruolo centrale di Cosenza”

Il Comitato sostiene che gran parte della cittadinanza voglia preservare il presidio ospedaliero all’interno del territorio urbano e difendere il ruolo centrale della città nel sistema sanitario dell’area vasta. Nel documento diffuso nelle ultime ore viene sottolineato il timore che lo spostamento del nuovo ospedale possa ridimensionare progressivamente il peso strategico di Cosenza, trasformandola in una realtà periferica rispetto ai nuovi assetti territoriali.

La mobilitazione contro il trasferimento ad Arcavacata

Negli ultimi giorni il fronte contrario al progetto regionale ha intensificato le iniziative pubbliche, anche attraverso campagne di sensibilizzazione e manifesti affissi in città. Il Comitato richiama inoltre gli investimenti storici effettuati nel tempo sul presidio ospedaliero cittadino, sostenendo che un ridimensionamento della struttura rischierebbe di produrre effetti profondi sull’identità e sull’economia urbana.

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