La Calabria e il mondo dell’informazione piangono Domenico “Mimmo” Morace, tra i più autorevoli e riconosciuti giornalisti sportivi italiani. Morace è morto in una casa di cura di Cinquefrondi, dove era stato ricoverato da due giorni dopo una lunga permanenza nel reparto di rianimazione del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.
Nato a Reggio Calabria il 1° febbraio 1943, era giornalista professionista dal 1966 e figura di riferimento assoluto per più generazioni di colleghi.
Una carriera ai vertici: direttore dei più grandi quotidiani sportivi
Morace ha segnato in modo indelebile la storia dell’informazione sportiva italiana.
È stato direttore del Corriere dello Sport – Stadio dall’ottobre 1986 al febbraio 1991 e, successivamente, direttore del Guerin Sportivo dal 1994 al 1996, anni durante i quali consolidò la sua fama di giornalista rigoroso, innovatore e capace di parlare a un pubblico vastissimo.
Su proposta di Carlo Parisi, segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, fu nominato presidente onorario dell’Ussi Calabria, riconoscimento che suggellò il suo legame autentico con la regione d’origine.
Il ricordo: quando Morace cambiò il destino de “Il Domani della Calabria”
Nel 1997, mentre nasceva il quotidiano Il Domani della Calabria, Morace venne chiamato a guidare una testata che cercava un’identità forte. Il giornale aveva bisogno di un impulso capace di trasformarlo da scommessa editoriale a realtà consolidata: quell’impulso fu proprio Morace. Il suo arrivo segnò uno spartiacque, portando esperienza, autorevolezza e una visione moderna del mestiere.
Il mito: l’uomo del titolo “Eroici” e il record che fece la storia
La fama di Morace è legata a un momento scolpito nella storia del giornalismo italiano.
Il 12 luglio 1982, il suo “Eroici”, titolo d’apertura del Corriere dello Sport – Stadio dopo il trionfo azzurro ai Mondiali di Spagna, divenne il quotidiano più venduto di sempre: 1.699.966 copie, un record rimasto imbattuto per 24 anni. Uno stile inconfondibile, fatto di parole essenziali e potentissime: così Morace trasformò un titolo in un simbolo nazionale.
Il volto amato della TV sportiva
Terminata l’esperienza alla guida del Guerin Sportivo, Morace era divenuto un volto richiestissimo in Rai: Domenica Sportiva, 90° Minuto, Processo del Lunedì.
Pacato ma autorevole, tranquillo ma sempre incisivo, sapeva interpretare lo spirito del calcio italiano come pochi altri. Era riconosciuto da colleghi e pubblico come un “gentiluomo del giornalismo”.








