Vercelli si è svegliata domenica 30 novembre 2025 avvolta da un freddo pungente e da una notizia che ha gelato la comunità: la morte improvvisa di Antonio Catania, figura di spicco della scuola piemontese e voce autorevole dell’istruzione locale. Per oltre quarant’anni aveva messo competenza e umanità al servizio degli Uffici scolastici provinciali e regionali, contribuendo a formare generazioni di studenti e professionisti.
«Nelle ultime ore abbiamo perso un amico formidabile, un personaggio di spessore per la Cultura e la Scuola. Ha dato molto alla nostra Vercelli», ha dichiarato il sindaco Roberto Scheda, visibilmente colpito.
Il ricordo della famiglia: “Ciao Nino, ciao papà”
La voce più intensa è arrivata dal figlio Bruno, che durante il funerale del 3 dicembre nel Duomo ha condiviso il dolore della famiglia con parole di straordinaria delicatezza: “Mio padre era una persona aperta, solare, generosa. Lascia un vuoto immenso per noi, ma cercherò di colmarlo cercando di assomigliargli”. La cerimonia, officiata da monsignor Albertazzi, ha visto la presenza di autorità civili e militari — tra cui il presidente della Provincia Davide Gilardino e il Questore Giuseppina Suma — oltre a centinaia di docenti, dirigenti e studenti che hanno affollato il Duomo in un abbraccio commosso.
Dalla Calabria al Piemonte: un viaggio di vita e coraggio
Arrivato dalla Calabria a Vercelli nel 1973, Catania aveva saputo trasformare la lontananza dalla propria terra in una spinta al rinnovamento. Laureato in Scienze politiche a Torino, entrò presto nei ruoli amministrativi dell’istruzione, affrontando con passione gli anni di fermento sociale che caratterizzarono quei decenni.

Al suo fianco l’amata Maria Teresa, insegnante e compagna di un percorso che univa sacrifici, studio e ambizione.
Il suo curriculum, fitto di incarichi di alto profilo, comprendeva anche la recente nomina a vicepresidente di Sezione della Corte di giustizia tributaria di I grado di Vercelli.
Una visione moderna della scuola
Restano emblematiche le sue parole pronunciate all’apertura dell’anno scolastico 2009, quando guidava l’Ufficio scolastico provinciale: “La scuola serve a far crescere bene, a dare controllo delle proprie capacità e senso di responsabilità… Investire nella scuola vuol dire guardare alle priorità del Paese e all’entusiasmo della conoscenza.” Una visione che ha lasciato un’impronta profonda sul territorio.
L’impegno che non si è mai fermato
Anche dopo il pensionamento, Catania non aveva mai smesso di dedicarsi ai giovani e alla comunità: Presidente del CdA della Fondazione Scuola Professionale e Filologica Borgogna; Presidente del Comitato provinciale UNICEF Vercelli; Socio e già presidente del Kiwanis
Il suo lavoro è stato riconosciuto da premi e onorificenze prestigiose, tra cui il “Francesco De Sanctis: Una Vita per la Scuola” (2013) e le onorificenze di Cavaliere (2013) e Ufficiale al merito della Repubblica Italiana (2018).
Un’eredità che unisce Nord e Sud
Da Vercelli alla Calabria, il ricordo di Antonio Catania continua a viaggiare con la forza dei valori che ha incarnato: altruismo, rispetto, responsabilità, amore per la famiglia e per la scuola. Una vita che resterà esempio di dedizione civile e ricchezza umana.









