Si delinea con contorni sempre più precisi l’agguato ai danni di Andrea Nocita, dirigente comunale di 45 anni, vittima di una violenta aggressione a Vibo Valentia. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo sarebbe stato pedinato fin dall’uscita da Palazzo Luigi Razza, sede del Municipio.
Dopo aver lasciato l’ufficio, Nocita si è diretto in auto verso la stazione di Vibo Pizzo, come da routine quotidiana. Qui ha parcheggiato e si è incamminato verso il sottopasso per raggiungere il binario del treno regionale diretto a Reggio Calabria. È proprio in quel punto che sarebbe scattata l’azione: due uomini, a volto scoperto, lo hanno affrontato colpendolo ripetutamente con bastoni.
Un’aggressione rapida, violenta e mirata, che ha lasciato il dirigente ferito ma non in pericolo di vita. Trasportato in ospedale, è stato dimesso con una prognosi di quindici giorni.
Il sospetto di un piano e la pista interna
Gli elementi raccolti finora spingono gli inquirenti a escludere l’ipotesi di un episodio casuale. Il pedinamento, la scelta del luogo e le modalità dell’attacco fanno pensare a un’azione premeditata.
Al centro dell’attenzione investigativa entra ora anche il contesto lavorativo della vittima. In particolare, viene esaminato un recente provvedimento dell’amministrazione comunale relativo alla rotazione del personale negli uffici, avviato con una nota ufficiale del 17 aprile.
Il documento, promosso dall’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo e su impulso dell’assessore al personale Marco Talarico, definisce la riorganizzazione come un intervento “di forte valenza politica e gestionale”, con l’obiettivo di contrastare la cristallizzazione degli incarichi, rafforzare la trasparenza e migliorare l’efficienza amministrativa.
Al momento non esistono conferme di un collegamento diretto tra il provvedimento e l’aggressione, ma gli investigatori stanno verificando ogni possibile nesso.
Telecamere e accertamenti: caccia ai responsabili
Le indagini sono affidate alla Polizia Municipale, coordinata dal comandante Michele Bruzzese, impegnata nell’analisi delle immagini di videosorveglianza lungo il percorso compiuto da Nocita.
L’obiettivo è ricostruire con precisione i movimenti della vittima e individuare i due aggressori. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma confermano che l’attenzione è rivolta a ogni dettaglio utile a chiarire movente e responsabilità.
Un caso aperto su più fronti
L’aggressione a Nocita si inserisce in un quadro che, per modalità e tempistica, appare complesso. Le indagini procedono su più direttrici, senza escludere alcuna ipotesi.
Al momento, resta accertato che si è trattato di un’azione organizzata, mentre restano da chiarire le motivazioni e gli eventuali collegamenti con l’attività professionale della vittima.






