“La grave carenza di carburante che sta colpendo le stazioni di servizio su tutto il territorio calabrese rischia di paralizzare l’assistenza sanitaria d’emergenza e il trasporto dei pazienti fragili”. A lanciare un allarme urgente alle istituzioni regionali, alle Prefetture e ai gestori della rete distributiva è Antonio Tavella, Presidente della Federazione delle Misericordie della Calabria.
“Non possiamo permetterci di fermarci”
“In diversi centri della regione le ambulanze e i mezzi speciali del circuito di soccorso si trovano a fronteggiare file estenuanti o, peggio, impianti a secco. Una situazione che mette a repentaglio la tempestività degli interventi di primo soccorso del 118, i trasporti salvavita verso gli ospedali, i trasferimenti per dialisi e le dimissioni protette. Non possiamo permettere che un’ambulanza resti ferma per mancanza di gasolio o perda minuti preziosi in coda davanti a una pompa di benzina”, dichiara Antonio Tavella. “Il tempo, per chi opera nell’emergenza-urgenza, è la linea di confine tra la vita e la morte.

Chiediamo alle autorità competenti e ai rappresentanti di categoria dei distributori di attivare immediatamente due misure indispensabili: una corsia preferenziale di rifornimento dedicata ai mezzi di soccorso e l’obbligo per ciascun distributore di mantenere una quota di riserva strategica destinata esclusivamente ai veicoli d’emergenza”.
L’appello alle istituzioni
La Federazione delle Misericordie della Calabria, attiva capillarmente con centinaia di volontari e decine di postazioni operative da nord a sud della regione, sottolinea come “la continuità operativa dei servizi essenziali debba essere tutelata prioritariamente in qualsiasi scenario di crisi o contingentamento energetico. Rivolgiamo un appello accorato al Presidente della Regione, ai Prefetti delle cinque province calabresi e a tutte le forze dell’ordine: servono direttive chiare e tempestive per scongiurare l’interruzione di un pubblico servizio fondamentale. La solidarietà e l’impegno dei nostri soccorritori non possono essere vanificati dall’impossibilità materiale di accendere i motori dei mezzi di soccorso”, conclude il Presidente Tavella.














