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13 Maggio 2026
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Ancora violenza e aggressioni negli uffici dell’Asp di Cosenza: un medico finisce al pronto soccorso dell’ospedale

Sale la tensione nelle strutture sanitarie bruzie dopo l’ultimo episodio avvenuto nell’Unità di Igiene e Sanità Pubblica. Il senatore Rapani sollecita interventi urgenti di messa in sicurezza e punta il dito contro il silenzio delle sigle sindacali.

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L’emergenza sicurezza all’interno dell’Asp di Cosenza raggiunge un nuovo picco di criticità. Nelle scorse ore, un medico in servizio presso l’Unità Operativa Complessa di Igiene e Sanità Pubblica è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso a seguito di una presunta aggressione subita durante l’espletamento delle proprie funzioni. L’episodio ha richiesto l’immediato intervento dei Carabinieri, giunti sul posto per raccogliere le prime testimonianze e avviare le indagini. Secondo le ricostruzioni, l’autore del gesto si sarebbe allontanato prima che i militari potessero completare gli accertamenti di rito. Questo nuovo caso di violenza non è purtroppo isolato, ma si inserisce in una scia di eventi preoccupanti che hanno già portato all’apertura di un fascicolo presso la Procura di Cosenza, a seguito della denuncia presentata nei giorni scorsi dal direttore del Dipartimento di Prevenzione, Martino Maria Rizzo.

L’affondo politico del senatore Rapani

Sulla vicenda è intervenuto con fermezza il senatore Ernesto Rapani, che ha espresso profonda preoccupazione per il clima di insicurezza che aleggia negli uffici aziendali. Il parlamentare ha evidenziato come la reiterazione di tali episodi stia minando la serenità del personale, denunciando una presunta immobilità da parte dei vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale. “Non si può più restare in silenzio davanti a episodi che stanno generando paura e tensione all’interno dell’Asp di Cosenza” ha dichiarato Rapani, sottolineando la necessità di non sottovalutare denunce che sono già al vaglio della magistratura. Secondo il senatore, la mancanza di iniziative concrete dopo i primi segnali di allarme rappresenta un rischio inaccettabile per l’incolumità dei dipendenti.

Appello alla tutela e perplessità sui sindacati

Il focus delle rivendicazioni politiche si sposta ora sulla necessità di implementare misure di vigilanza interna e sull’adozione di severi provvedimenti disciplinari qualora venissero accertate responsabilità specifiche. L’obiettivo primario resta la garanzia di un ambiente di lavoro protetto per chi opera quotidianamente al servizio della cittadinanza. “Sembrerebbe che, anche dopo quanto accaduto nei giorni scorsi, non siano state avviate iniziative concrete da parte dell’azienda sanitaria. È una situazione che merita attenzione immediata per evitare conseguenze ancora più gravi” ha incalzato Rapani, aggiungendo che “occorre intervenire subito per garantire sicurezza nei luoghi di lavoro e serenità ai medici e ai dipendenti che operano quotidianamente al servizio dei cittadini”.

Oltre a ribadire la propria fiducia nell’operato della Procura, il parlamentare ha sollevato un dubbio riguardo all’atteggiamento delle parti sociali, rimarcando come il loro contributo sia essenziale nella difesa dei diritti dei lavoratori. “I sindacati hanno il compito di tutelare i lavoratori e il personale sanitario. Per questo motivo sarebbe importante una presa di posizione chiara davanti a episodi così delicati”, ha concluso Rapani, sollecitando una rottura del silenzio istituzionale che avvolge la vicenda.

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