Al Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi, a Polistena, si è discusso del dossier Azzardomafie, realizzato da Libera Contro le Mafie, che racconta un’Italia dove l’azzardo non è più un semplice passatempo, ma una macchina capace di generare dipendenze, solitudini e nuove forme di povertà.
Le mafie, come sempre, sanno inserirsi dove le fragilità diventano opportunità di profitto.
La realtà dietro le slot e i gratta e vinci
Lo ricorda Don Luigi Ciotti nell’introduzione al dossier: dietro ogni slot, ogni gratta e vinci o piattaforma online ci sono vite reali, spesso travolte da un meccanismo che promette fortuna ma produce solitudine, debiti e vergogna. Una realtà drammaticamente confermata dai territori.
In Calabria, nel 2024, si è giocato più di 5 miliardi e 768 milioni di euro tra giocato fisico e telematico. La spesa media annua per abitante, bambini compresi, è di 3.148 euro. Reggio Calabria, con oltre 641 milioni, è il capoluogo di provincia dove si gioca di più, seguito da Catanzaro; chiude Vibo Valentia con quasi 136 milioni di euro.
Mafie e vulnerabilità: la prospettiva della Procura
Il procuratore aggiunto Stefano Musolino ha chiarito che la criminalità organizzata si insedia dove c’è disagio, dove le fragilità personali diventano occasione di potere e profitto. Le persone più vulnerabili, sviluppando dipendenza dal gioco, diventano terreno fertile per usura, ricatti e manipolazioni, costruendo una parte consistente degli affari mafiosi.
Il ruolo della Chiesa e dei presidi di supporto
Il vescovo Giuseppe Alberti ha richiamato la necessità di accompagnare e sostenere chi è risucchiato dall’azzardo. La Diocesi interviene concretamente attraverso lo sportello antiusura, un presidio che spezza il circolo di dipendenza e debito, restituendo alle persone la possibilità di rialzarsi.
Azzardo: non è solo economia, ma questione di bene comune
L’azzardo non può essere trattato come un semplice settore economico. Lo Stato non può limitarsi a incassare trascurando i danni sociali e sanitari su famiglie e comunità. La crescente sovrapposizione tra gioco legale e gioco criminale impone un cambio di sguardo: non è moralismo, è politica e tutela del bene comune.
La comunità come sentinella
La sala piena testimonia che la comunità vuole essere parte della risposta, capire, reagire e fare da sentinella in un territorio che non vuole essere lasciato solo. Smascherare l’inganno dell’azzardo significa togliere terreno alle mafie e restituire libertà alle persone, “un impegno – sostiene l’associazione – che continueremo a portare avanti insieme”.












