Dopo la raffica di attentati tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, tornano a colpire le bande degli esplosivi. A Feroleto della Chiesa e Anoia Superiore distrutti due Postamat: uffici danneggiati e servizi sospesi.
Una tregua durata quasi due mesi
Sembrava che la sequenza si fosse finalmente arrestata. Invece, dopo settimane di relativa calma, gli assalti esplosivi a bancomat e uffici postali in Calabria sono tornati a fare paura. Gli ultimi episodi si sono concentrati nel Reggino, dove nel giro di pochi giorni due piccoli centri sono stati colpiti con modalità molto simili.
È una scia cominciata alla fine del 2025 e proseguita a più riprese nel corso del 2026, attraversando diverse province calabresi. Il risultato, nei vari casi, è stato quasi sempre lo stesso: sportelli automatici distrutti, strutture danneggiate e servizi essenziali interrotti.
Il primo episodio della sequenza risale al 29 dicembre 2025, quando a Laino Borgo, nel Cosentino, un bancomat collocato all’interno dell’ufficio postale venne fatto esplodere.
Da quel momento gli episodi si sono moltiplicati. Nel Cosentino sono stati presi di mira anche Lauropoli, Santa Maria del Cedro, Camigliatello Silano, Santo Stefano di Rogliano e Montalto Uffugo. Tra dicembre e gennaio la frequenza degli assalti aveva raggiunto livelli tali da indurre Poste Italiane a rafforzare le contromisure.
In diversi comuni gli Atm venivano spenti durante la notte e privati del contante, nel tentativo di ridurre l’interesse dei rapinatori.
La sequenza si è poi spostata nel Catanzarese, con episodi a Decollatura e Vallefiorita, prima di arrivare nel Reggino. A giugno, a Rizziconi, l’obiettivo è stato il bancomat della BCC Calabria Ulteriore. All’inizio di luglio, invece, è toccato allo sportello Credem di Varapodio.
Poi una pausa. Quasi due mesi senza episodi analoghi, fino alla nuova accelerazione di fine agosto.
Feroleto della Chiesa, l’esplosione alle 4.14
Il primo nuovo assalto è avvenuto nella notte del 27 agosto a Feroleto della Chiesa.
Erano le 4.14 quando un gruppo composto, secondo la ricostruzione riportata nel testo fornito, da sei persone ha raggiunto l’ufficio postale. L’obiettivo era il Postamat. L’ordigno è stato fatto esplodere provocando non soltanto la distruzione dello sportello, ma anche danni rilevanti alla struttura, recentemente interessata da lavori di ammodernamento.
Un elemento potrebbe rivelarsi decisivo per le indagini: l’ufficio era dotato di un nuovo impianto di videosorveglianza. Le immagini hanno consentito agli investigatori di ricostruire la dinamica dell’azione e di mettere a disposizione dei Carabinieri elementi utili all’identificazione dei responsabili.
Sul caso è intervenuta anche l’amministrazione comunale. Il sindaco Antonio Tranquilla, in una dichiarazione riportata nel testo fornito, ha definito l’accaduto “un atto di violenza inaccettabile”, sottolineando che si tratta anche di “un’aggressione alla sicurezza, alla tranquillità e alla fiducia della nostra comunità”.
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato i Carabinieri e il nuovo maresciallo Morano per il lavoro svolto dopo l’assalto. Proprio il sistema di videosorveglianza, ha spiegato Tranquilla, avrebbe permesso di ricostruire con precisione la dinamica e fornire informazioni agli investigatori.
Il problema, adesso, non riguarda soltanto l’inchiesta. L’esplosione ha infatti compromesso la struttura dell’ufficio postale. “Dalla prossima settimana”, ha dichiarato il sindaco nel testo fornito, l’amministrazione avrebbe affrontato con i vertici di Poste Italiane il futuro della sede e le possibili soluzioni per ripristinare un servizio considerato ormai essenziale per la comunità.
Ad Anoia Superiore due ordigni
Neppure il tempo di fare i conti con i danni di Feroleto della Chiesa che un altro ufficio postale del Reggino è finito nel mirino.
Questa volta l’assalto è avvenuto nella notte del 30 agosto ad Anoia Superiore. Intorno alle 4, i malviventi hanno utilizzato due ordigni contro il bancomat dell’ufficio postale.
La potenza delle esplosioni ha provocato danni tali da rendere necessarie verifiche sulla sicurezza dell’intero edificio. Sul posto sono arrivati i Carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti e acquisito le registrazioni delle telecamere pubbliche e private presenti nella zona.
Anche in questo caso c’è un particolare che rende ancora più pesante il bilancio: l’ufficio postale aveva riaperto da pochi giorni, dopo essere stato interessato da lavori di ammodernamento.
Il sindaco Alessandro Demarzo, sempre secondo la dichiarazione riportata nel testo fornito, ha parlato di «una violenza assurda» che ha privato la popolazione di «un servizio molto importante». Il primo cittadino ha inoltre sottolineato che non ci sono state vittime, osservando che, nonostante l’orario, diverse persone stavano rientrando proprio in quelle ore dalle festività.
Ufficio inagibile, ora servono le verifiche tecniche
Il danno più immediato per Anoia Superiore riguarda dunque la funzionalità dell’ufficio postale. La struttura è stata dichiarata inagibile e prima di poter stabilire tempi e modalità dei lavori sarà necessario valutare l’entità dei danni provocati dalle due esplosioni.
«Le due bombe», ha spiegato Demarzo nella dichiarazione riportata nel testo fornito, «sono state così potenti da creare ingenti danni». Per questo, ha aggiunto, sono indispensabili verifiche tecniche approfondite prima di poter programmare gli interventi necessari alla riapertura.
Dalla raffica di assalti alle nuove esplosioni
La cronologia degli episodi restituisce quindi un fenomeno che, pur non essendo stato continuo, ha interessato diverse aree della Calabria nell’arco di mesi. Dal Cosentino al Catanzarese, fino al Reggino, la modalità dell’attacco agli sportelli automatici si è ripresentata più volte.
Le indagini sugli ultimi due episodi sono affidate ai Carabinieri, che stanno analizzando le immagini della videosorveglianza e gli altri elementi raccolti sui luoghi degli assalti. A Feroleto della Chiesa e Anoia Superiore, intanto, restano da quantificare definitivamente i danni alle strutture e da stabilire i tempi necessari per il ripristino dei servizi.












