1 Settembre 2026
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Suppletive a Reggio, la fronda azzurra che fa paura a Forza Italia: c’e chi vuole dare una lezione a Cannizzaro

La candidatura di Roscioli non ricompatta il partito dopo lo strappo di Giannetta. Nella Locride e sulla fascia tirrenica cresce il malumore di amministratori e portatori di voti

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Tra poco si andrà alle elezioni per il turno suppletivo di Reggio Calabria che vedrà opposti Frank Benedetto per la coalizione di centrosinistra, Domenico Giannetta per Futuro Nazionale del generale Vannacci e Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia, per il centrodestra. Inutile nascondere che all’interno della coalizione di governo c’è un pò di maretta dopo l’abbandono fragoroso dell’ex capogruppo di Forza Italia Giannetta, che non ha gradito, così come tanti altri, che Roma paracadutasse in Calabria un estraneo al territorio da eleggere in Parlamento.

Il timore per le microslavine

Il timore all’interno degli azzurri è che l’esempio di Giannetta venga seguito anche sotto traccia da altri amministratori e tradizionali portatori di voti per nulla contenti di Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria e coordinatore regionale azzurro. Si teme, in particolare, che tante micro slavine si uniscano dando vita ad una valanga di consensi a favore del candidato di Vannacci. Sì perché, nessuno lo dice, ma fastidi e disagi nella Locride, e pure sulla direttrice tirrenica reggina , cominciano ad emergere. Non scopriamo l’acqua calda del resto se diciamo che c’è un modello di gestione cesaristico del partito che qualche preoccupazione la sta creando. Gli abbandoni di Forza Italia di Mattiani prima e Giannetta dopo lo testimoniano. Ma sono i piccoli portatori di consenso che adesso danno segnali di inquietudine. Tra essi, sindaci, assessori, semplici consiglieri comunali delusi da un andazzo egocentrico che ha esaurito la propria forza propulsiva. D’altro canto, se tu leader trattieni ogni potere per te e per pochissimi altri, senza distribuirlo anche nelle periferie più remote di una provincia che ti ha sempre donato frotte di voti, vuol dire che te ne sei andato di testa e pensi che quello che hai avuto nell’ultimo lustro lo avrai sempre. Convinzione errata.

Il coinvolgimento meritocratico

Cannizzaro, forse, non ha ancora capito che quanti investirono su di lui, non lo fecero per atto di devozione, ma sulla speranza di un ritorno in termini di coinvolgimento meritocratico sia nel governo del partito, sia in quello del territorio. Coinvolgimento che non c’è, come dimostra il fatto che al leader reggino si contesta la tamarrata della candidatura di un paracadutato alle suppletive prossime venture. Un episodio che ha scatenato un malessere solo in minima parte raccontato dal pur deprecabile salto della quaglia di Giannetta. Il resto del dissenso, quello più forte, è carsico, non parla, non strepita, non straccia tessere, ma aspetta le urne per poter colpire gli attuali fighetti e fighette azzurre che pensano di poter sempre contare su vagonate di voti solo perché belli e bravi. Da qui il rischio che la mobilitazione per Roscioli non sarà all’altezza delle ambizioni della monarchia. Da qui anche quella corrente di pensiero azzurro che auspica una sconfitta educativa per smosciare palloni e palloncini gonfiati con il più tossico dei gas: l’ego.

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