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17 Febbraio 2026
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Calabria
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Cadavere in mare a Tropea, non erano due corpi: si cercano elementi utili all’identificazione

Esclusa la presenza di due persone in acqua. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, potrebbe appartenere a un migrante vittima di un recente naufragio

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Un solo corpo e non due, come inizialmente ipotizzato. È quanto emerso dopo il recupero dei resti umani avvenuto nel pomeriggio a Tropea, nel tratto di spiaggia denominato “Le Roccette”, in provincia di Vibo Valentia.

L’allarme era scattato a seguito di un avvistamento in mare. In un primo momento si era temuta la presenza di due persone, a causa di un giubbotto di salvataggio notato in acqua. Successivamente è stato accertato che il dispositivo si era sganciato dal cadavere poi recuperato e trasportato a riva.

Corpo in avanzato stato di decomposizione

Il corpo si presentava in avanzato stato di decomposizione, con gran parte del tronco compromessa e il volto ormai mancante. Le forze dell’ordine stanno concentrando gli accertamenti sugli arti inferiori nella speranza di ottenere elementi utili all’identificazione.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Guardia costiera, insieme a polizia e carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto e dare un nome alla vittima.

Ipotesi naufragio: quarta vittima in pochi giorni

Non si esclude che il cadavere possa appartenere a un migrante vittima di un naufragio avvenuto nei giorni scorsi al largo delle coste tirreniche calabresi. Il ritrovamento di Tropea si aggiunge infatti ad altri tre corpi restituiti dal mare negli ultimi giorni: l’8 febbraio a Scalea, il 12 febbraio ad Amantea e nella mattinata odierna a Paola.

Un quadro che rafforza l’ipotesi di un unico evento in mare, sul quale sono in corso approfondimenti investigativi.

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