Si preannuncia una fase di forte criticità per i collegamenti e la viabilità in tutta la Calabria. A partire da venerdì 16 ottobre e fino a martedì 20 ottobre, le imprese di trasporto merci incroceranno le braccia per un fermo regionale indetto da Fedralog Calabria, la Federazione autotrasporti logistica.
All’origine della contestazione ci sono i rincari incontrollati del prezzo del carburante, l’esplosione dei costi operativi e tariffe di viaggio ormai incapaci di coprire le spese vive delle aziende.
La protesta prevede una presenza massiccia e strategica sul territorio, con diciassette presidi distribuiti capillarmente in tutte e cinque le province calabresi. Le azioni dimostrative e i rallentamenti colpiranno direttamente le principali arterie di comunicazione, i valichi autostradali, le aree industriali, gli scali portuali e gli snodi logistici della regione.
La mappa dei blocchi e i punti di concentramento provincia per provincia
La rete dei presidi organizza la protesta in modo da impattare direttamente sulle direttrici stradali più frequentate dell’intero territorio regionale.
Nella provincia di Reggio Calabria l’attenzione è concentrata sull’area strategica del porto di Gioia Tauro e sullo svincolo della Strada Statale 682 Jonio-Tirreno all’altezza di Grotteria Mare. Spostandosi nel vibonese, le postazioni attive riguardano la zona costiera di Vibo Marina, oltre ai nodi viari di Sant’Onofrio e Vazzano.
Il catanzarese risulta invece tra le aree con la densità più alta di manifestanti. I blocchi interesseranno l’anello attorno all’aeroporto di Lamezia Terme, la zona di Marcellinara, Vena di Maida, l’uscita autostradale di Falerna e le località di Caraffa e Caraffa San Floro.
Per quanto riguarda il crotonese, la mobilitazione convergerà nella zona industriale di Passovecchio.
Infine, nella provincia di Cosenza, i presidi sono stati confermati a Sibari, Frascineto e Villapiana, lungo la Statale 18 nell’Alto Tirreno tra Santa Maria del Cedro e Tortora, nell’asse Montalto Uffugo-Cosenza Nord-Rende dove si stima l’afflusso di decine di mezzi pesanti, oltre alle rotonde di San Lucido e Guardia Piemontese.
Corsa al rifornimento e pompe di benzina chiuse per mancanza di scorte
L’effetto della protesta e del blocco dell’approvvigionamento dalla raffineria di Taranto sta già provocando le prime pesanti ripercussioni sulla popolazione. Molti impianti di distribuzione di carburante sono costretti a esporre il cartello di esaurimento scorte, con file chilometriche di automobili registrate già dalle prime ore del mattino presso i distributori ancora operativi.
La situazione appare particolarmente delicata nell’area di Lamezia Terme, dove la convergenza della protesta dei camionisti e del settore agricolo nei pressi della rotonda d’accesso allo scalo aeroportuale rischia di paralizzare i flussi di traffico in arrivo dalla Statale 280 e dalla Statale 18.
La rabbia degli agricoltori al presidio di Firmo-Sibari: “Ci sentiamo invisibili”
Prosegue senza sosta la protesta del mondo agricolo nel territorio cosentino, dove i manifestanti sono giunti al quarto giorno consecutivo di presidio al quadrivio di località “Bianchino”, snodo cruciale tra la statale 241 e la provinciale 174 per il collegamento con lo svincolo autostradale di Firmo-Sibari. La mobilitazione scaturita dal caro carburanti sta mettendo a dura prova le aziende locali, amareggiate per l’assenza delle istituzioni e il scarso risalto mediatico.
La portavoce del comitato degli agricoltori di Cassano, Castrovillari, Firmo e Cerchiara, Anna Schettino, ha espresso l’amarezza dei lavoratori spiegando che “noi continuiamo la protesta, siamo al quarto giorno di presidio, le nostre giornate sono intense e stancanti. Quello che ci avvilisce è assistere alla scarsa partecipazione dei nostri concittadini, allo scarso interesse dei mass media nazionali, alla totale assenza di chi abbiamo votato e oggi ci rappresenta alla Regione. Ci sentiamo invisibili”.
La rappresentante del comitato ha poi rivendicato il valore sociale del settore primario sottolineando che “ebbene noi invisibili siamo cittadini italiani e abbiamo meno tutele e diritti di chi, straniero, trova accoglienza ed asilo in Italia. Noi invisibili non riusciamo a lavorare se i prezzi del carburante restano questi. Abbiamo bisogno di credere che il lavoro è un diritto, non una sconfitta e che niente e nessuno può calpestare la nostra dignità di uomini e donne, moglie e mariti, padri e madri di famiglia. Siamo agricoltori non fantasmi e ogni giorno, con dignità, ci alziamo mentre il mondo ancora dorme per compiere il nostro dovere di cittadini e lavoratori. Abbiamo bisogno del sostegno di tutti coloro che credono che la nostra Nazione e che la nostra Regione meriti rispetto e dignità!”.
La portavoce Anna Schettino ha infine lanciato un appello diretto alla classe politica dichiarando che “il nostro grido di aiuto non può e non deve essere ignorato soprattutto da chi ha beneficiato dei nostri voti e sta comodamente seduto in poltrona con stipendi a 6 cifre! Sosteneteci, unitevi alla nostra protesta, urlate con noi il dolore della dignità calpestata e del silenzio che uccide i sogni”.














