25 Settembre 2026
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Caro carburante, la protesta arriva in Calabria: Tir fermi dal 9 ottobre, pescherecci nello Stretto il 22

Gasolio self a 2,358 euro: nessuna regione a statuto ordinario paga di più. Fedralog proclama il fermo dell'autotrasporto e chiede alla Regione 40 centesimi al litro. Gli armatori siciliani annunciano con le marinerie calabresi il blocco del transito tra Reggio e Messina

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Giovedì 24 settembre, secondo la rilevazione quotidiana del Mimit, in Calabria il gasolio self costava in media 2,358 euro al litro e la benzina 2,178, con il Gpl a 0,801.
Il giorno prima la media nazionale sulla rete stradale si era attestata a 2,340 euro per il diesel e a 2,155 per la verde. Nella tabella del ministero, per il gasolio solo Bolzano, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia hanno registrato valori più alti; per la benzina soltanto Bolzano e Friuli. Nessuna regione a statuto ordinario, quel giorno, ha pagato un litro più caro della Calabria.
La salita è stata rapida. Il 4 settembre Federconsumatori Calabria, sulla base dei dati ministeriali, aveva rilevato il gasolio self a 2,181 euro: in venti giorni il diesel ha guadagnato quasi diciotto centesimi. Sul territorio si sono registrati picchi ben più alti.
Il Codacons ha segnalato che il 21 settembre, a Belvedere di Spinello, nel Crotonese, il diesel al servito si vendeva a 3,109 euro al litro, con un pieno che poteva arrivare a 155,4 euro. A pesare c’è anche l’età delle auto: il parco circolante calabrese ha in media 14 anni e 4 mesi, contro i 12 anni e 6 mesi della media nazionale.

Lo sconto che si restringe

Il governo è intervenuto con il decreto legge 162 del 17 settembre. Lo sconto sulle accise è diventato decrescente. Nelle settimane precedenti era fisso a 17 centesimi al litro. Dal 18 al 25 settembre è sceso a 12,2 centesimi. Dal 26 settembre al 5 ottobre si è dimezzato a 6,1 centesimi, prima dell’avvio delle accise mobili.
Il Codacons ha stimato che nella seconda fase un pieno di diesel costerà 5,45 euro in più rispetto al periodo dello sconto pieno. Per l’autotrasporto il fondo per il credito d’imposta è stato rifinanziato con altri 21,2 milioni ed esteso al mese di ottobre.
Lo stesso provvedimento ha portato l’abolizione del bollo per il 2027, che riguarda le auto fino a 80 kW e tutte le moto. La presidente di Federconsumatori Calabria, Mimma Iannello, ha accolto la misura con una riserva: “Ben venga il taglio del bollo, ma non una tantum”.

Fedralog proclama il fermo

A fine agosto il dirigente di Fedralog Mario Pansini aveva descritto imprenditori sfiancati da anni di rincari, osservando: “Qualcuno si domanda perché gli autotrasportatori non protestino”.
Un mese dopo la protesta è arrivata. Il 21 settembre la federazione aveva concesso alla Regione quindici giorni per convocare un tavolo tecnico permanente e approvare un cronoprogramma, riunendo l’assemblea straordinaria delle imprese per mercoledì 23 settembre al Grand Hotel di Lamezia Terme.
Nella piattaforma, Fedralog ha richiamato gli impegni assunti nel 2022 dal presidente Occhiuto, che l’associazione giudica interamente disattesi.
L’assemblea ha votato all’unanimità. Fermo generale dei servizi di autotrasporto in tutta la Calabria dal 9 ottobre, nel rispetto dei servizi indispensabili, con presidi coordinati sul territorio. Tra i luoghi ipotizzati c’è il parcheggio della Cittadella regionale di Catanzaro. La federazione ha definito il fermo “l’extrema ratio per garantire la sopravvivenza stessa delle imprese”.

La richiesta più immediata è un “ponte carburante”. Fedralog stima che in Calabria gasolio e HVO abbiano raggiunto quasi 2,40 euro al litro. Per questo chiede un contributo straordinario di 40 centesimi per ogni litro acquistato in regione, erogato da Fincalabra con risorse FESR fino alla riforma nazionale.
Alla Regione sono stati chiesti anche l’esenzione triennale dal bollo per i mezzi oltre le 3,5 tonnellate in conto terzi, con sanatoria dei debiti pregressi, e un taglio dell’IRAP per la logistica. Seguono un bando FESR per rinnovare i mezzi con motrici a HVO e un fondo rotativo a tasso zero fino a 100mila euro per azienda.

Sul piano nazionale, la federazione punta a una riforma che introduca costi minimi di esercizio e l’adeguamento automatico delle tariffe al prezzo del carburante, il cosiddetto fuel surcharge, con controlli di congruità affidati al Sistema di Interscambio della fatturazione elettronica. A Occhiuto ha chiesto un disegno di legge regionale da trasmettere alle Camere ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione.
Ai parlamentari calabresi ha chiesto un emendamento al decreto del 17 settembre in conversione. Al governo chiede inoltre di abbassare la soglia fiscale del gasolio commerciale da 403,22 a 330 euro per mille litri, con un recupero stimato di 7,32 centesimi al litro.

Lo Stretto e i pescherecci

Sull’altra sponda il fronte si è aperto il 22 settembre. Quel giorno la Federazione armatori siciliani ha annunciato uno sciopero bianco con le barche agli ormeggi, minacciando il blocco dello Stretto e il cambio di bandiera. Diversi operatori avevano già scelto il fermo volontario, perché il gasolio consumato superava i ricavi della battuta.

Il 23 settembre, l’assemblea degli armatori ha deciso di aderire alla mobilitazione nazionale della pesca del 22 ottobre. Secondo la federazione hanno già aderito 43 marinerie italiane, soprattutto da Campania, Liguria, Adriatico e Puglia.
Il presidente Fabio Micalizzi ha annunciato che la marineria siciliana, con quella calabrese, fermerà il transito navale nazionale e internazionale nello Stretto con circa 100 pescherecci delle due regioni. “Il gasolio è la nostra materia prima“, ha spiegato.

La piattaforma è netta. Gli armatori chiedono un tetto al prezzo del gasolio per la pesca professionale: tra 40 e 50 centesimi al litro in condizioni ordinarie, non oltre 60-70 nella fase attuale. Micalizzi ha avvertito che per ogni barca la giornata di protesta costerà tra i duemila e i cinquemila euro. Il coinvolgimento calabrese è ancora da organizzare. La federazione siciliana ha fatto sapere che lavorerà nelle prossime settimane al coordinamento con gli operatori calabresi. Ogni iniziativa nello Stretto sarà concordata con Capitanerie e Prefetture.

Negli stessi giorni è arrivata una misura per le imprese ittiche. Il Masaf ha pubblicato il decreto con i beneficiari di un credito d’imposta vicino ai 7 milioni di euro. Copre fino al 20 per cento della spesa per il carburante di marzo, aprile e maggio 2026 ed è compensabile entro il 31 dicembre. Coldiretti Pesca l’ha salutata come una risposta alle difficoltà del comparto. Per Micalizzi, crediti d’imposta e sostegni non bastano a reggere l’aumento dei costi.

La politica regionale

Sulla questione è intervenuto il capogruppo del Pd, Ernesto Alecci. Ha chiesto a governo e giunta di coordinarsi subito per aiuti concreti, citando l’assemblea di Lamezia e l’allarme di autotrasportatori, agricoltori e pescatori. “Il tempo delle promesse è finito”, ha concluso.

Il calendario

Infine le date da segnare in rosso: il 26 settembre lo sconto sulle accise scende a 6,1 centesimi, il 5 ottobre scatta il meccanismo delle accise mobili. Il 9 ottobre i Tir calabresi si fermeranno, il 22 ottobre i pescherecci punteranno lo Stretto. Fedralog ha annunciato che nei prossimi giorni invierà alle Prefetture le notifiche formali sulle modalità della mobilitazione.

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