× Sponsor
13 Maggio 2026
13 Maggio 2026
spot_img

Caso Hantavirus a Villa San Giovanni, il sindaco Caminiti: “Allarme rientrato, Federico sta bene”

Confermato il via libera dei medici dello Spallanzani. Il giovane marittimo resterà in isolamento precauzionale per quarantacinque giorni, monitorato costantemente ma in buone condizioni di salute.

spot_img

La città di Villa San Giovanni si lascia alle spalle le ore di tensione e incertezza che avevano evocato i fantasmi della pandemia. L’esito negativo degli esami condotti su Federico Amaretti, il giovane marittimo che aveva condiviso il volo con la passeggera deceduta in Sudafrica, ha riportato il clima alla normalità. La tempestività delle operazioni è stata garantita da un coordinamento efficace tra le istituzioni e le forze dell’ordine, permettendo di processare i campioni in tempi record presso l’Istituto Spallanzani di Roma.

La sindaca Giusy Caminiti ha voluto sottolineare il ritorno alla calma dell’intera cittadinanza. “Tutto fortunatamente è rientrato. Oggi Villa San Giovanni vive una situazione molto più serena. Stamattina abbiamo ricevuto i risultati delle analisi sui prelievi fatti ieri, anticipati rispetto a questa mattina, grazie ai carabinieri del Nas che si sono resi disponibili ieri pomeriggio per il trasporto. Già alle 16 avevano consegnato le provette allo Spallanzani. Stamattina l’esito è stato recapitato a Federico Amaretti. Ieri, a Villa San Giovanni si era sparso il panico e già ci si immaginava di finire come Codogno con il Covid. Noi avevamo ridimensionato la notizia e tranquillizzato la popolazione”, ha spiegato la prima cittadina, evidenziando lo sforzo comunicativo fatto per evitare allarmismi ingiustificati.

Le condizioni del giovane e il protocollo di quarantena

Nonostante l’assenza di infezione accertata dai test, il protocollo sanitario prevede un periodo di osservazione prolungato per escludere qualsiasi rischio residuo dato il lungo tempo di incubazione del virus. Il giovane marittimo ha reagito con grande senso di responsabilità, accettando di buon grado le restrizioni necessarie e mantenendo un profilo basso, lontano dai riflettori mediatici che si sono accesi sulla sua vicenda personale. La sua abitudine professionale alla vita di bordo si è rivelata una risorsa psicologica fondamentale per affrontare la clausura forzata.

Federico continua a stare bene. Non ha febbre e non ha nessun tipo di sintomo influenzale. Sta vivendo la quarantena, che è di quarantacinque giorni, a partire dal 9 maggio scorso. Trascorre le sue giornate collegato via web con gli amici. Ha confermato che non vuole essere contattato. ‘Sto più sereno così’, mi ha risposto. Essendo un marittimo è abituato a vivere l’isolamento. È sempre imbarcato. È un ragazzo è giovanissimo ma è già un lavoratore” ha aggiunto Caminiti, descrivendo il carattere solido e disciplinato del ragazzo nel gestire un momento di tale pressione.

La gestione della privacy e il ruolo delle istituzioni

Il caso ha attirato l’attenzione di numerose testate giornalistiche nazionali, ma la volontà della famiglia e del diretto interessato resta quella della massima riservatezza. L’amministrazione comunale si è fatta garante di questo desiderio, filtrando le sollecitazioni esterne e permettendo al giovane di trascorrere le prossime settimane in assoluta tranquillità, circondato solo virtualmente dagli affetti più cari.

La sindaca ha voluto concludere il suo intervento ribadendo la stima verso il suo concittadino e la gestione oculata della vicenda. “Stiamo parlando di un ragazzo prudente, di buona famiglia. Stiamo ricevendo chiamate, e sollecitazioni da molte testate. Ma lui in questo momento ha deciso di no”, ha concluso Giusy Caminiti, mettendo fine alla fase acuta di una crisi sanitaria che, grazie alla rapidità della diagnosi, si è trasformata in una storia di prevenzione riuscita per il territorio calabrese.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img