Il primo Catanzaro Pride entra nella storia della città. A poche ore dalla manifestazione che ha colorato il quartiere Lido con un lungo corteo di bandiere arcobaleno, gli organizzatori tracciano il bilancio di una giornata che definiscono “storica” per il capoluogo calabrese.
A intervenire è Giovanni Carpanzano, presidente di ArciEQuA e portavoce del Catanzaro Pride, che parla di una partecipazione ampia e trasversale, capace di trasformare il lungomare in uno spazio di inclusione, confronto e libertà.
“Abbiamo fatto la storia di Catanzaro“
Secondo Carpanzano, il Pride rappresenta un punto di svolta per la città.
“Abbiamo fatto la storia di Catanzaro e della Calabria. Non è una frase celebrativa, ma la consapevolezza di aver costruito qualcosa che prima non c’era e che da sabato appartiene all’intera città. Abbiamo visto famiglie, giovani, associazioni e persone di ogni età camminare insieme, senza paura e senza pregiudizi”.
Il corteo, partito da piazza Anita Garibaldi, ha attraversato il quartiere marinaro fino all’ex area Teti, accompagnato da musica, testimonianze e momenti di riflessione.
“Dietro ogni bandiera c’erano storie e persone“
Per gli organizzatori, la manifestazione non è stata soltanto una festa, ma anche un’occasione per dare voce a chi troppo spesso vive situazioni di esclusione.
“Dietro ogni bandiera c’erano persone, famiglie, affetti e vite che chiedono semplicemente di essere riconosciute e rispettate. Il Pride è servito anche a rendere visibile ciò che troppo spesso viene ignorato o relegato ai margini”, sottolinea Carpanzano.
Nel corso della manifestazione si sono alternate numerose testimonianze personali, accomunate da un messaggio chiaro: vivere liberamente la propria identità senza dover chiedere il permesso a nessuno.
Un percorso costruito in mesi di lavoro
Il presidente di ArciEQuA ricorda il lungo percorso che ha portato all’organizzazione del primo Pride di Catanzaro, nato grazie al progetto Road to Pride e al coinvolgimento di associazioni, organizzazioni sindacali, movimenti, realtà culturali, famiglie e cittadini.
“Abbiamo lavorato con responsabilità, determinazione e spirito di dialogo. Abbiamo affrontato difficoltà senza mai perdere fiducia perché eravamo convinti che Catanzaro fosse pronta ad accogliere una manifestazione dedicata ai diritti della comunità LGBTQIA+. La risposta della città ci ha dato ragione”.
Il sostegno della città e delle istituzioni
Alla manifestazione hanno preso parte, oltre alla comunità LGBTQIA+, anche numerose famiglie, cittadini, rappresentanti del mondo associativo e istituzionale. Presente anche una delegazione dell’Amministrazione comunale, che ha accompagnato il percorso del Pride.
Per Carpanzano, la partecipazione delle istituzioni rappresenta un segnale importante.
«I diritti non riguardano una minoranza, ma la qualità democratica della società. Una città è davvero accogliente quando nessuno è costretto a nascondersi o a rinunciare alla propria identità per paura del giudizio degli altri».
“Da sabato nessuno è più solo“
La giornata si è conclusa con gli interventi sul palco dell’ex area Teti, resi accessibili anche alla comunità sorda grazie alla presenza di un interprete LIS, seguiti dagli spettacoli di BigMama, Karma B, Antheal, Dasko, Chicco Colella, House delle Dreamgirlz, Vera Dragone, Gioman, Killacat, Eman e Simonetta Musitano.
Per gli organizzatori, però, il Pride non rappresenta un punto d’arrivo.
“Il Pride non finisce quando si spengono le luci. Da sabato inizia una nuova fase. Continueremo a lavorare nelle scuole, nei luoghi della cultura e negli spazi sociali perché la visibilità si trasformi in consapevolezza e la partecipazione in cambiamento. La libertà conquistata per un giorno deve diventare una condizione quotidiana”.
Infine il messaggio rivolto alla città.
“Ringrazio tutte le persone che hanno partecipato e chi ha lavorato per mesi alla riuscita della manifestazione. Catanzaro non ha soltanto ospitato il suo primo Pride: lo ha accolto e fatto proprio. Ora dobbiamo continuare a camminare insieme, perché da sabato nessuno debba più sentirsi solo, invisibile o fuori posto“.












