9 Agosto 2026
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Pronto soccorso al collasso ad agosto: mancano quasi 7mila medici, l’allarme Simeu sulla sanità italiana

L'emergenza si aggrava nel mese delle ferie: solo il 31% dei Pronto soccorso ha un organico completo. La Simeu lancia l'allarme: "Servono interventi urgenti per salvare l'emergenza-urgenza"

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L’estate mette nuovamente sotto pressione la sanità italiana. Ad agosto, infatti, la già cronica carenza di medici nei Pronto soccorso raggiunge livelli ancora più critici. Secondo i dati diffusi dalla Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza (Simeu), alle scoperture strutturali degli organici si sommano le assenze dovute alle ferie, facendo salire il fabbisogno fino a sfiorare i 7mila medici.

Ad agosto la carenza sfiora i 7mila medici

Le stime aggiornate al 2026 evidenziano che, durante l’anno, nei reparti di emergenza-urgenza mancano circa 5mila medici. Nei mesi estivi il deficit cresce fino a 6mila professionisti, raggiungendo il suo apice proprio ad agosto, quando la carenza arriva a sfiorare le 7mila unità.

Un problema che si manifesta nel periodo in cui aumenta anche la pressione sui Pronto soccorso, complice il maggiore afflusso di turisti e le ondate di caldo, che determinano un incremento degli accessi.

Solo un Pronto soccorso su tre ha personale sufficiente

Il quadro delineato dalla Simeu è particolarmente preoccupante. Secondo il presidente Alessandro Riccardi, appena il 31% delle strutture dispone di un organico adeguato.

Nel restante 70% dei Pronto soccorso, invece, la carenza di personale varia dal 25% fino al 70% rispetto ai medici previsti. Durante l’estate la situazione peggiora ulteriormente per effetto delle ferie del personale, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi.

Il nodo dei gettonisti e l’appello della Simeu

Tra le criticità segnalate figura anche il ricorso ai medici gettonisti e ai liberi professionisti. Secondo Riccardi, questi professionisti non sono soggetti agli stessi vincoli organizzativi dei medici dipendenti e non rientrano nella programmazione delle ferie, rendendo ancora più difficile garantire una copertura stabile dei turni.

Da qui l’appello della Simeu, che chiede una svolta per rendere nuovamente attrattiva la medicina d’emergenza-urgenza, così da riportare nella sanità pubblica quei professionisti che negli ultimi anni hanno scelto di lasciare il servizio pubblico per la libera professione.

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