Una tragica scoperta ha scosso la comunità di Briatico, nel Vibonese, dove in mattinata è stato rinvenuto in mare il corpo senza vita di un uomo (non di una donna come detto in un primo momento). Il ritrovamento è avvenuto a una decina di metri dalla riva, nello specchio d’acqua antistante la località Cocca, nei pressi di un supermercato della zona. A far scattare l’allarme sono stati alcuni passanti che hanno notato la sagoma in acqua, attivando immediatamente la macchina dei soccorsi e le procedure per il recupero della salma.
L’ipotesi del gesto estremo e i primi rilievi
Le prime risultanze investigative emerse sul posto delineano i contorni di un dramma della disperazione. Secondo quanto ricostruito finora dalle forze dell’ordine, il corpo, che era in acqua da almeno 12 ore, si trovava in una zona scogliosa, non facile da raggiungere a piedi vista la parete scoscesa e insidiosa da percorrere. Vicino al cadavere i soccorritori hanno rinvenuto un paio di buste con all’interno alcuni indumenti e una borsa. Mentre in tasca la vittima aveva ancora il telefono cellulare. Al momento non si conoscono le generalità della vittima né la dinamica che ha portato al decesso.
L’intervento dei soccorritori e delle autorità locali
L’area del ritrovamento è stata prontamente isolata per consentire i rilievi di rito e le operazioni di messa in sicurezza della salma. Le indagini sono coordinate dal pm Eugenia Belmonte e sulla spiaggia sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri della locale Stazione per avviare le indagini e accertare l’identità della vittima, affiancati dagli agenti della Polizia locale di Briatico e dal vicesindaco Mariateresa Centro, giunta sul luogo del dramma in rappresentanza delle istituzioni comunali. Sul posto è arrivata anche un’ambulanza del servizio d’urgenza 118, i cui sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.









