C’è un’isteria collettiva pronta a esplodere a comando. Una propaganda cinica ci spinge ogni giorno a fare le barricate per difendere i “sacri confini” ed a gridare all’invasione. Ci hanno addestrati a vedere il nemico in chi scappa dalla miseria. Poi però, quando il confine violato è quello della nostra stessa sopravvivenza, cala un silenzio assordante, quasi religioso.
Quando Andrea lotta tra la vita e la morte sull’asfalto, l’indignazione sovrana svanisce. E la cosa più devastante è che passa sotto traccia il dettaglio più spaventoso: su quella ambulanza non c’era neppure un medico.
Il comunicato e il cronometro
E di fronte a una simile tragedia, cosa fanno i vertici di Azienda Zero? Alzano le barricate sui cronometri. Tirano fuori un comunicato per spaccare il secondo sui tempi di intervento e liquidare il terrore di chi aspetta come una mera “percezione soggettiva”. Nemmeno una parola, nemmeno un cenno di scuse per l’assenza di un medico.
Il partito del cemento
Nel frattempo, il partito del cemento pensa solo a gestire gli appalti per i nuovi ospedali – senza spiegare a nessuno quali medici o infermieri intenda metterci dentro. Parlano di mura, di metri cubi e di posizioni di rendita perché finché la gente guarda il calcestruzzo, non si accorge del vuoto che c’è dentro: reparti svuotati, corsie fantasma e liste d’attesa che sono condanne a morte differite.
I confini dei diritti
Ci hanno insegnato a fare la guardia ai confini della patria mentre ci rubavano da sotto il naso i confini dei nostri diritti fondamentali. È la grande truffa della narrazione del potere: distrarre il popolo con i fantasmi ai confini esterni per non fargli vedere che i veri carnefici stanno seduti nei palazzi della politica locale, a spartirsi i bilanci e a lasciarci crepare sull’asfalto.
L’unica risposta possibile
La salute non si baratta con le speculazioni edilizie né con le sfilate elettorali. Si tutela garantendo il diritto di non morire per strada. E se di fronte a una vita appesa a un filo l’unica preoccupazione delle istituzioni è difendere i propri registri, allora l’unica risposta ammissibile per chi ha firmato quella vergogna è una sola: chiedere scusa, abbandonare quelle poltrone e levarsi definitivamente dai coxxxoni.












