I crimini ambientali legati alla gestione della spazzatura e agli illeciti sul territorio registrano una netta e inaspettata frenata.
Nel 2025 i reati accertati in Calabria nel ciclo dei rifiuti sono stati 731, con una diminuzione del 35,7% rispetto allo scorso anno. Il trend positivo emerge chiaramente dalle anticipazioni del Rapporto Ecomafia 2026, che evidenziano una decisa contrazione delle attività illegali connesse allo smaltimento e alla gestione dei materiali esausti, presentate dal presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, nel corso dell’incontro dal titolo “Ecomafie e verità sommerse”, che si è svolto ieri nell’ambito della XV edizione di Trame – Festival dei libri sulle mafie.
Meno denunce e sequestri sul territorio
La ritirata delle ecoforze criminali trova conferma anche nei dati dell’attività giudiziaria e delle forze dell’ordine nel corso degli ultimi dodici mesi. In calo anche il numero delle persone denunciate e dei sequestri effettuati sul suolo calabrese.
Questa flessione generalizzata degli indicatori principali suggerisce un rallentamento delle storiche dinamiche criminali che per anni hanno soffocato l’ambiente e l’economia legale della regione.
L’effetto deterrente delle sanzioni penali
Dietro a questa diminuzione a doppia cifra potrebbe nascondersi una maggiore efficacia delle leggi dello Stato e un aumento del rischio per chi commette crimini contro la natura.
“La flessione registrata è un dato significativo che merita attenzione – ha osservato il presidente di Legambiente –. Potrebbe rappresentare un primo segnale degli effetti deterrenti prodotti dall’inasprimento delle sanzioni penali introdotte negli ultimi anni. Si tratta tuttavia di una tendenza che dovrà essere confermata nel tempo e accompagnata da un costante rafforzamento delle attività di controllo e contrasto”.
L’ombra dei traffici internazionali e delle navi dei veleni
Nonostante il calo degli illeciti ordinari, l’attenzione resta massima sulle grandi ferite ancora aperte della storia ambientale calabrese, con un focus mirato a fare piena luce sui traffici illeciti di rifiuti nel Mediterraneo e sul fenomeno delle cosiddette navi dei veleni.
L’Ufficio di Presidenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha deliberato l’avvio di un nuovo filone di approfondimento dedicato alla morte del capitano Natale De Grazia e al fenomeno delle cosiddette navi a perdere. Un’offensiva contro i grandi ecoreati marittimi che si muove in parallelo con le istituzioni europee, puntando a ricostruire le responsabilità e le dinamiche di quei traffici illeciti transnazionali che continuano a pesare come un’ombra sul mare della Calabria.









