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26 Marzo 2026
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Elicotteri e unità cinofile dei carabinieri tra le campagne di Briatico: caccia ai fantasmi della lupara bianca?

I carabinieri hanno battuto palmo a palmo aree rurali e zone impervie, tra vegetazione fitta e terreni difficili, con un massiccio dispiegamento di uomini e mezzi

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Un elicottero che sorvola le campagne, pattuglie che avanzano tra rovi e terreni impervi, unità cinofile impegnate a scandagliare ogni metro. Scene che non passano inosservate e che, inevitabilmente, riaccendono paure e ricordi. A Briatico e nelle sue frazioni, nelle scorse ore, è andata in scena una vasta operazione dei carabinieri, con il supporto dell’8° Nucleo elicotteri e dello Squadrone “Calabria”.

Un dispiegamento imponente, avvolto però da un riserbo assoluto. Nessuna conferma ufficiale, ma una certezza si fa strada tra gli ambienti investigativi e tra la gente del posto: le ricerche sarebbero legate alla scomparsa di una persona. Un latitante, oppure – ipotesi ancora più inquietante – la ricerca di resti umani.

Le ricerche: elicotteri e unità cinofile nelle aree rurali

Le attività si sono concentrate nelle zone di campagna, con gli uomini dell’Arma impegnati a battere un’area ampia e difficile, caratterizzata da vegetazione fitta e terreni isolati. Un lavoro metodico, capillare, che lascia intendere un obiettivo preciso. Anche se, al momento, i sopralluoghi non avrebbero dato esito, il tipo di intervento fa pensare a un’indagine che guarda al passato, a vicende mai chiarite.

Il Vibonese e il “triangolo” della lupara bianca

Il territorio vibonese non è nuovo a operazioni di questo tipo. Anzi, rappresenta uno dei principali “triangoli della lupara bianca” in Italia, segnato da decine di persone scomparse nel nulla dagli anni ’90 ad oggi. Uomini e donne di cui si sono perse le tracce, spesso in contesti legati alla criminalità organizzata, altre volte in vicende dai contorni meno chiari. In molti casi, nessun corpo, nessuna verità definitiva. Famiglie rimaste sospese, costrette a convivere con l’assenza e con una speranza che non si spegne: quella di poter dare almeno una degna sepoltura ai propri cari.

Le indagini mai fermate: dalla Dda alle nuove ricerche

Negli anni, la Procura di Vibo Valentia e la Dda di Catanzaro non hanno mai smesso di cercare. Anche grazie ai racconti dei collaboratori di giustizia, in alcuni casi la terra ha restituito ossa e resti umani. L’ultimo intervento noto risale al marzo 2024, quando il procuratore Camillo Falvo, con il supporto dei Ris di Messina, avviò ricerche nelle campagne di Filandari per un bracciante romeno scomparso nel 2008. Un filo investigativo che non si è mai interrotto e che oggi sembra riportare l’attenzione su Briatico.

I nomi che tornano: Galati e Stanganello

Seguendo una logica territoriale, le ricerche potrebbero riguardare due casi simbolo della lupara bianca nel Vibonese: quelli di Valentino Galati e Massimo Stanganello. Galati aveva appena 19 anni quando scomparve il 27 dicembre 2006. Dopo un’esperienza in seminario, lavorava come custode all’ex Club Med di Pizzo. Da quel giorno, nessuna traccia. Gli investigatori scoprirono i suoi legami con ambienti vicini alla cosca Anello e una relazione con la moglie di un boss. Nel suo computer fu trovata una lettera indirizzata proprio al capoclan: una sorta di confessione che, secondo chi indagava, avrebbe potuto segnare la sua condanna.

Stanganello, invece, sparì il 3 agosto 2008 da Vibo Marina, dopo essere salito su un’auto con due persone. Anche nel suo caso, sullo sfondo, una relazione considerata “proibita”. Di lui non è mai stato ritrovato il corpo. E nel processo “Portosalvo”, le accuse contro i presunti responsabili sono cadute per insufficienza di prove.

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