Un’operazione della Polizia Penitenziaria di Catanzaro ha portato al sequestro di sette smartphone che un detenuto avrebbe cercato di introdurre all’interno dell’istituto penitenziario. Il piano sarebbe stato messo in atto attraverso un trasferimento in ospedale, durante il quale l’uomo avrebbe simulato un malore con l’obiettivo di recuperare dispositivi occultati e collegati, secondo le ipotesi investigative, a contatti esterni.
Il finto malore e il trasferimento in ospedale
Secondo quanto ricostruito, il detenuto avrebbe inscenato un malessere improvviso per ottenere il trasferimento in una struttura sanitaria. L’obiettivo, stando agli accertamenti in corso, sarebbe stato quello di recuperare i telefoni lasciati in precedenza da un complice all’interno dell’ospedale, per poi reintrodurli in carcere.
I controlli della Penitenziaria e il ruolo del comando
Il tentativo è stato però intercettato grazie all’attività di osservazione del personale di Polizia Penitenziaria, che ha rilevato alcune anomalie nella gestione del trasferimento. La segnalazione è stata immediatamente trasmessa al comandante dell’istituto, che ha disposto un rafforzamento delle misure di vigilanza sia durante la permanenza in ospedale sia nella fase di rientro in carcere. Un dispositivo di controllo che si è rivelato decisivo per impedire l’ingresso dei telefoni.
Il sequestro al rientro in istituto
Proprio durante le verifiche effettuate al rientro del detenuto, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato i sette smartphone. I dispositivi erano stati occultati addosso all’uomo e sarebbero stati pronti per essere introdotti all’interno dell’istituto penitenziario, con potenziali rischi per la sicurezza interna.
Indagini sui possibili complici esterni
Sulla vicenda sono stati avviati ulteriori approfondimenti investigativi per chiarire la dinamica completa del piano e individuare eventuali responsabilità esterne. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire la rete di contatti che avrebbe potuto fornire supporto logistico all’operazione, ipotizzando il coinvolgimento di soggetti esterni al carcere.








