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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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Il cinema perde Filippo Ascione: il cosentino che ha passato la vita tra grandi maestri

Sceneggiatore e produttore, ha attraversato decenni di cinema italiano con discrezione e dedizione, firmando opere premiate e sostenendo progetti indipendenti

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Si è spento a 71 anni Filippo Ascione, figura centrale per chi ama il cinema italiano. Nato a Cariati il 15 ottobre 1954, Ascione ha dedicato la sua vita alla scrittura, alla produzione e alla regia, lasciando un’impronta duratura su pellicole che hanno segnato generazioni di spettatori.

Un autore discreto ma fondamentale

Ascione apparteneva a quella categoria di professionisti che lavorano lontano dai riflettori, ma il cui contributo è essenziale. La sua carriera ha attraversato decenni cruciali della cinematografia nazionale, collaborando con registi di fama e costruendo storie profonde e autentiche. La sua presenza sul set era discreta, ma sempre determinante: un uomo che conosceva ogni aspetto del cinema e lo rispettava in ogni sua sfumatura.

Esperienze accanto ai grandi maestri

Negli anni Ottanta, Ascione ha lavorato come assistente alla regia di Federico Fellini, un’esperienza che gli ha permesso di affinare il proprio sguardo sul racconto cinematografico, sull’introspezione dei personaggi e sulla poetica del racconto visivo.

In seguito, ha collaborato con Carlo Verdone, Sergio Rubini, Carmine Amoroso, Luca Verdone, Christian De Sica e Giulio Base, contribuendo a opere che hanno unito qualità narrativa e successo di pubblico.

La scrittura come territorio privilegiato

La scrittura è sempre stata il cuore del lavoro di Ascione. Le sue sceneggiature riuscivano a combinare introspezione e narrazione popolare, ottenendo riconoscimenti prestigiosi. La stazione gli ha valso il David di Donatello per la migliore sceneggiatura, mentre Al lupo al lupo ha conquistato il Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale nel 1993.

Accanto a questi titoli, una lunga serie di film testimonia una carriera coerente e intensa: Stasera a casa di Alice, La bocca, Faccione, Il conte Max, La bionda, L’orso di peluche, Prestazione straordinaria, Il viaggio della sposa, Un paradiso di bugie, La bomba e Cover Boy – L’ultima rivoluzione.

Un produttore attento e discreto

Negli anni Duemila, Ascione ha esteso il suo impegno anche alla produzione cinematografica, sostenendo progetti indipendenti e opere innovative, da Modena Modena Stazione di Modena per Carpi Suzzara Mantova si Cambia a Stai con me, fino al recente Cercando Itaca (2025). La sua capacità di accompagnare un film dalla prima intuizione alla realizzazione finale ha fatto di lui un punto di riferimento per registi e sceneggiatori emergenti.

Le radici di Cariati

Nonostante il successo nazionale, Ascione non ha mai perso il legame con Cariati, luogo natale e punto di riferimento affettivo e identitario. Tornare in paese significava ritrovare il senso delle proprie origini e il richiamo della memoria, fondamentali per la sua visione artistica e per la coerenza della sua carriera.

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