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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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Castrovillari e San Giovanni in Fiore al ballottaggio: il primo turno non basta, ora si apre la partita vera

Nel Pollino De Gaio parte avanti ma Bello supera Donadio per 106 voti. Nella Sila Ambrogio guida la corsa, Barile lo sfida al secondo turno e attacca: "Deve soltanto andare via da San Giovanni in Fiore"

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Il primo turno non chiude le due partite più delicate del Cosentino. Castrovillari e San Giovanni in Fiore torneranno alle urne per il ballottaggio del 7 e 8 giugno, dopo un voto amministrativo che consegna due scenari diversi ma politicamente pesanti: nel Pollino il centrodestra arriva davanti con Anna De Gaio, ma la vera sorpresa è il secondo posto di Ernesto Bello; nella Sila Marco Ambrogio resta nettamente in testa, senza però riuscire a superare la soglia del 50% più uno, e dovrà vedersela con Antonio Barile.

Sono due ballottaggi che raccontano molto più di una semplice sfida tra candidati. A Castrovillari si chiude l’era di Domenico Lo Polito e si apre una fase nuova, con il centrosinistra diviso e il civismo rimasto fuori dal secondo turno per appena 106 voti. A San Giovanni in Fiore, invece, il voto del dopo Rosaria Succurro diventa una partita ad alta tensione tra il candidato del centrodestra e l’ex sindaco civico, già protagonista di uno scontro durissimo in campagna elettorale.

Castrovillari, De Gaio avanti ma senza il colpo del primo turno

A Castrovillari la candidata del centrodestra Anna De Gaio chiude il primo turno nettamente in testa. Con 5.357 voti, pari al 43,6%, si presenta al ballottaggio da favorita e conferma la forza della coalizione che l’ha sostenuta. Il risultato è significativo anche sul piano simbolico. De Gaio, già capogruppo di Fratelli d’Italia e con un lungo percorso amministrativo alle spalle, riesce a mettere il centrodestra davanti a tutti in una città che arrivava da una lunga stagione politica segnata da Lo Polito. Non basta però per vincere subito: la soglia del 50% più uno resta lontana e la partita si sposta al secondo turno.

Il caso politico è Bello: secondo per 106 voti su Donadio

Il dato più interessante arriva dal secondo posto. Ernesto Bello, candidato del centrosinistra ed ex assessore al Turismo e Spettacoli della giunta uscente, ottiene 3.404 voti, pari al 27,7%, e supera di misura Luca Donadio, candidato civico, fermo a 3.298 voti, pari al 26,8%. La distanza è minima: appena 106 voti. Ma politicamente pesa moltissimo. Donadio sfiora il ballottaggio, resta fuori per un margine ridotto e lascia ora aperto il tema del comportamento del suo elettorato al secondo turno. Dentro il risultato di Bello sembra emergere anche un possibile voto disgiunto, con una quota di consenso arrivata oltre il perimetro tradizionale del centrosinistra. È questo il punto più delicato della lettura politica: mentre De Gaio capitalizza il voto di schieramento, Bello riesce a costruire un risultato più trasversale, sufficiente a superare il candidato civico e a guadagnare la sfida finale.

Il precedente di cinque anni fa e l’ombra del ribaltone

Il ballottaggio di Castrovillari si annuncia tutt’altro che scontato. De Gaio parte avanti, ma il precedente storico pesa. Cinque anni fa il candidato del centrodestra arrivò davanti al primo turno, ma al ballottaggio fu Domenico Lo Polito a ribaltare la partita. È il fantasma politico che accompagnerà le prossime due settimane. Il centrodestra dovrà difendere il vantaggio e allargare il consenso. Bello dovrà invece provare a trasformare il voto trasversale del primo turno in una coalizione elettorale più ampia, capace di riaprire la sfida. Fuori dai giochi Eugenio Salerno, candidato di Futuro Castrovillari, lista di ispirazione vannacciana, fermo a 231 voti, pari all’1,9%.

San Giovanni in Fiore, Ambrogio primo ma sotto la soglia

Anche San Giovanni in Fiore va verso il ballottaggio. La capitale della Sila non chiude la successione a Rosaria Succurro al primo turno. Marco Ambrogio, candidato del centrodestra e marito dell’ex sindaca, è nettamente avanti, ma non arriva al 50%. I dati disponibili lo collocano a 2.910 voti, pari al 45,86%. Una percentuale alta, sostenuta da una coalizione molto ampia, composta da dieci liste, ma non sufficiente a evitare il secondo turno. Dietro di lui si piazza Antonio Barile, candidato civico ed ex sindaco, con 1.671 voti, pari al 26,33%. Sarà lui a sfidare Ambrogio al ballottaggio.

Candelise terzo, Belcastro fuori dai giochi

Resta fuori dal secondo turno Luigi Candelise, sostenuto da Pd, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, che ottiene 1.301 voti, pari al 20,51%. Un risultato che lascia il centrosinistra fuori dalla partita decisiva in uno dei comuni simbolo della Sila. Più staccato Giuseppe “Pino” Belcastro, ex sindaco, sostenuto dal Comitato 18 Gennaio e appoggiato anche dall’ex governatore Mario Oliverio, che raccoglie 464 voti, pari al 7,31%. Sulla sua candidatura era confluito anche l’appoggio di Stefania Fratto, rimasta fuori dalla competizione dopo l’esclusione delle liste a lei collegate.

Barile attacca: “Ambrogio dovrebbe rinunciare al ballottaggio”

Il clima del ballottaggio è già rovente. Antonio Barile, intervenendo alla diretta elettorale di LaC, ha usato toni durissimi contro Ambrogio: “In realtà, credevo che Ambrogio avrebbe fatto registrare un risultato ancora più basso. Mi aspettavo un buon piazzamento delle sue liste, ma certamente non suo, considerato che durante la campagna elettorale ha esercitato pressioni molto pesanti”. Poi l’affondo: “Io sono sceso in campo con una sola lista, contro le sue dieci. Soltanto per questo motivo, Ambrogio dovrebbe rinunciare al ballottaggio”. E ancora: “Saranno due settimane di attesa. Questo personaggio non è ben visto perché non ha avuto rispetto degli elettori. Deve soltanto andare via da San Giovanni in Fiore”.

Ambrogio rivendica: “Il centrodestra si conferma in ottimo stato di salute”

Ambrogio, dal canto suo, legge il risultato in chiave positiva e prova a incardinare la sfida dentro il quadro regionale favorevole al centrodestra. “Siamo convinti di poter vincere anche al primo turno ma siamo fiduciosi che questo possa avvenire anche qualora dovessimo andare al ballottaggio. D’altra parte abbiamo il doppio dei voti dell’avversario situato al secondo posto”, ha dichiarato quando lo scrutinio era ancora in corso. Poi il passaggio politico: “Il centrodestra si conferma in Calabria con un ottimo stato di salute, da Reggio Calabria a Castrovillari”. È la linea del candidato: trasformare il vantaggio del primo turno in una prova di forza al secondo, puntando sulla struttura delle dieci liste e sulla distanza accumulata rispetto agli avversari.

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