4 Novembre 2026
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Il piccolo Antonio costretto a fare quattro rampe di scale per andare a scuola a Crotone: l’appello del Cnddu

Il bambino vive in un palazzo senza ascensore a Fondo Gesù. Chiesto un intervento concreto a Comune e Aterp

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Quattro rampe di scale da affrontare ogni giorno per uscire di casa e raggiungere la scuola. È la difficoltà con cui deve fare i conti il piccolo Antonio, bambino con grave disabilità motoria che vive nel quartiere Fondo Gesù, a Crotone, in un edificio privo di ascensore. Una situazione che continua a pesare sulla quotidianità del bambino e della sua famiglia e sulla quale torna a richiamare l’attenzione il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU). L’organismo segue la vicenda dopo le recenti dichiarazioni della madre, che ha segnalato il permanere delle difficoltà nonostante le iniziative avviate nei mesi scorsi.

Comune e Aterp, le iniziative già avviate

Il Coordinamento riconosce l’attenzione manifestata dall’amministrazione comunale di Crotone, anche attraverso l’interessamento dell’assessorato alle Politiche sociali. Tra le iniziative richiamate figurano la disponibilità a favorire una diversa sistemazione abitativa e la richiesta ad Aterp Calabria di effettuare una ricognizione degli alloggi pubblici con problemi di accessibilità. Si tratta di passaggi istituzionali che, secondo il Cnddu, costituiscono una base da cui partire. Resta però il problema della loro concreta attuazione: la distanza tra le soluzioni prospettate e la loro effettiva realizzazione continua infatti a incidere sulla vita quotidiana di Antonio. La ricerca di un’abitazione adeguata alle esigenze del bambino può rivelarsi complessa, soprattutto in presenza di un’offerta immobiliare limitata. Per questo il Coordinamento propone un accompagnamento istituzionale più diretto, capace di mettere in relazione le necessità della famiglia, le disponibilità abitative e le competenze degli enti coinvolti.

Barriere architettoniche e diritto alla scuola

Per il piccolo Antonio, le conseguenze dell’assenza di un ascensore non si limitano alla difficoltà di accesso all’abitazione. Le quattro rampe di scale condizionano la possibilità di raggiungere la scuola, partecipare alla vita sociale e svolgere le normali attività quotidiane. Un carico che ricade anche sulla madre, chiamata ad affrontare ogni giorno uno sforzo fisico particolarmente impegnativo. Il protrarsi della situazione, sottolinea il Cnddu, rischia di incidere sull’organizzazione familiare e sulla continuità dell’esperienza educativa del bambino. La frequenza scolastica, secondo il Coordinamento, dovrebbe essere garantita attraverso condizioni ordinarie di accessibilità e sicurezza, senza dipendere da uno sforzo familiare che nel tempo può diventare insostenibile.

Un confronto operativo per individuare le soluzioni

La proposta del Cnddu è quella di promuovere un tavolo di confronto tra Comune di Crotone, Aterp Calabria e famiglia, per valutare le alternative concretamente percorribili. Tra le ipotesi indicate c’è una verifica tecnica aggiornata sulle possibilità di adeguamento dell’edificio attuale. Parallelamente, il Coordinamento chiede di proseguire nella ricerca di un’abitazione accessibile, individuando anche modalità che possano agevolare un eventuale trasferimento. Un percorso con responsabilità definite e tempi verificabili permetterebbe, secondo il CNDDU, di dare seguito alle iniziative già avviate e superare gli ostacoli ancora presenti. Nell’attesa di una soluzione definitiva, viene inoltre suggerita la valutazione di forme temporanee di assistenza alla mobilità, affidate a personale qualificato e subordinate alle necessarie verifiche di sicurezza. Un sostegno che potrebbe alleggerire il peso degli spostamenti quotidiani, evitando che ricadano esclusivamente sulle possibilità fisiche della madre.

Il Cnddu: “Gli impegni devono diventare risultati“

La vicenda, secondo il Coordinamento, evidenzia anche una questione più ampia: la necessità di migliorare le modalità con cui vengono individuate e affrontate le situazioni abitative caratterizzate da particolari criticità. Una collaborazione stabile tra amministrazioni locali, soggetti responsabili dell’edilizia residenziale pubblica e servizi territoriali potrebbe consentire di intervenire con maggiore tempestività, distinguendo le necessità immediate dai problemi che richiedono opere strutturali. Il Cnddu auspica quindi che il Comune prosegua il percorso intrapreso, mantenendo un’interlocuzione costante con la famiglia e con gli altri enti competenti. La complessità delle procedure, sottolinea, non può tradursi in un rinvio indefinito della soluzione. “La qualità di un’azione istituzionale non si esaurisce nella disponibilità a occuparsi di una difficoltà, ma trova il suo compimento nella capacità di accompagnare le decisioni fino alla loro realizzazione”, osserva il Coordinamento.

L’obiettivo, conclude il Cnddu, è garantire ad Antonio una quotidianità nella quale andare a scuola, uscire di casa e partecipare alle attività della propria età non richiedano ogni volta un’operazione complessa. Una risposta concreta alla sua situazione rappresenterebbe anche un esempio dell’efficacia che la collaborazione tra istituzioni può raggiungere quando gli impegni si trasformano in interventi realizzati.

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