15 Luglio 2026
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Incendio al Gatim di Lamezia Terme, i primi dati Arpacal: “Picchi di benzo(a)pirene e piombo dopo la nube tossica”

L’Agenzia chiarisce: "Non si tratta di superamenti formali dei limiti sulla qualità dell’aria, ma di un impatto ambientale rilevante nella fase immediatamente successiva al rogo"

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L’incendio che il 28 giugno ha coinvolto l’impianto della società Gatim S.r.l., nell’area industriale ex Sir di Lamezia Terme, ha lasciato una traccia misurabile nell’aria delle zone maggiormente interessate dalla nube di fumo.

A comunicarlo è stata Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria, che ha diffuso gli esiti della campagna straordinaria di controllo avviata dopo l’emergenza.

I tecnici hanno concentrato le verifiche nel punto esterno considerato più esposto al passaggio della nube. Proprio in quell’area, durante il primo giorno di campionamento, sono state rilevate concentrazioni particolarmente elevate di benzo(a)pirene e piombo, con una presenza significativa anche di arsenico.

Nel campione iniziale analizzato da Arpacal sono stati registrati 345,7 nanogrammi per metro cubo di benzo(a)pirene, 9,67 nanogrammi per metro cubo di arsenico e 1.018,4 microgrammi per metro cubo di piombo.

Dopo 24 ore il calo delle concentrazioni: il quadro resta sotto osservazione

Le successive misurazioni hanno evidenziato una riduzione marcata dei valori rispetto alla prima rilevazione.

Nel campionamento effettuato nelle 24 ore successive, il benzo(a)pirene è sceso a 0,11 nanogrammi per metro cubo, mentre il piombo è passato a 0,031 microgrammi per metro cubo. L’arsenico ha invece fatto registrare un valore pari a 6,59 nanogrammi per metro cubo.

Secondo Arpacal, i dati descrivono un impatto ambientale concentrato soprattutto nella fase iniziale dell’incendio e nell’area maggiormente interessata dal trasporto della nube generata dalla combustione.

L’Agenzia ha però precisato che le misurazioni effettuate hanno caratteristiche particolari: si tratta infatti di una campagna straordinaria sulle polveri totali sospese, con tempi di campionamento definiti in relazione all’evoluzione dell’emergenza.

Arpacal: “Non sono superamenti dei limiti di qualità dell’aria”

Nel rapporto diffuso dall’Agenzia viene chiarito che i risultati ottenuti non possono essere interpretati come un superamento formale dei limiti previsti dalla normativa sulla qualità dell’aria.

Il motivo è legato alla metodologia utilizzata: il monitoraggio ordinario viene effettuato sulla frazione PM10 e fa riferimento, per contaminanti come quelli analizzati, a valori normativi calcolati su medie annuali.

I dati raccolti dopo l’incendio rappresentano comunque un elemento ambientale rilevante perché confermano la presenza di microinquinanti derivanti dalla combustione nel periodo immediatamente successivo al rogo.

I rapporti di prova del Laboratorio chimico Arpacal e la relazione tecnica sulle attività svolte sono stati trasmessi alla Regione Calabria, al Comune di Lamezia Terme e alle altre autorità competenti per le valutazioni e gli eventuali interventi di competenza.

Laboratorio mobile in funzione per seguire l’evoluzione dell’aria

Il controllo ambientale non si è concluso con i primi campionamenti. Arpacal ha infatti proseguito il monitoraggio attraverso un laboratorio mobile installato nell’area interessata dall’incendio.

La strumentazione consente di raccogliere in modo continuo dati sulla qualità dell’aria e sulle condizioni meteorologiche, con la possibilità di registrare e verificare le informazioni anche da remoto attraverso il sistema di gestione dedicato.

L’obiettivo è seguire nel tempo l’andamento delle concentrazioni rilevate e verificare se la riduzione osservata dopo le prime 24 ore venga confermata.

L’Agenzia ha inoltre comunicato la disponibilità a effettuare ulteriori approfondimenti e controlli su richiesta del Comune di Lamezia Terme, mentre per gli aspetti sanitari restano competenti l’Azienda sanitaria provinciale e gli organismi preposti alle valutazioni e agli eventuali provvedimenti di tutela della salute pubblica.

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