Un poliziotto non ha il dono dell’ubiquità, ma a Castrovillari lo Stato sembra pretendere il miracolo. I numeri ufficiali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza delineano una mappa della sicurezza calabrese a due velocità, dove la disparità di trattamento rasenta lo scandalo istituzionale.
Il Commissariato di Castrovillari, istituito nel lontano 1991, sulla carta deve vigilare su un territorio immenso: 38 comuni montani e collinari, una popolazione di 114.241 abitanti e un’estensione complessiva di ben 2.001,47 chilometri quadrati. Per fare tutto questo, lo Stato mette a disposizione appena 44 unità di personale (compresi il dirigente e gli agenti con limitazioni di servizio). Di fatto, garantire la presenza di una pattuglia sul territorio h24 – che dovrebbe rappresentare il minimo sindacale di prevenzione – è diventato una chimera.
A rendere la situazione ancora più grottesca è il confronto con le realtà limitrofe. Il neonato Commissariato di Diamante gestisce 17 comuni (61.073 abitanti su 600,21 kmq) con una pianta organica di 57 unità. Quello di Paola presidia 15 comuni (71.256 abitanti su 427,23 kmq) potendo contare su 58 unità. In pratica, Castrovillari ha il triplo del territorio da coprire rispetto a Paola, ma ha 14 agenti in meno in organico.
La scatola vuota e il bluff del turnover
La denuncia porta la firma del Siulp di Cosenza (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), che ha indirizzato una durissima lettera aperta alla neo-eletta sindaca della città, la professoressa Anna De Gaio. I segretari del sindacato, Ezio Scaglione e Ruggiero Altimari, parlano senza mezzi termini di “decenni di umiliazioni del territorio castrovillarese”.
Nel 2020, grazie alle storiche battaglie sindacali, era stata ottenuta una nuova e moderna sede per il Commissariato. Ma l’entusiasmo è durato poco. Come denuncia il sindacato: “Quello che all’epoca chiedevamo di scongiurare, purtroppo si è verificato. La bella struttura è rimasta una scatola semivuota, con tanto spazio e poco personale, facendo sentire sempre più figli di un Dio minore le donne e gli uomini della Polizia di Stato che vi prestano servizio”.
La colpa originaria risale al blocco del turnover del 2008. Da allora, i flussi di nuovi agenti non riescono nemmeno a compensare i pensionamenti per limiti d’età. Nemmeno l’impegno recente del Sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, è bastato a invertire la rotta in modo strutturale: i pochi rinforzi inviati sono stati immediatamente assorbiti dalle uscite, riportando la coperta a essere drammaticamente corta.
L’appello alla politica: “Basta disparità”
Mentre il Viminale annuncia l’apertura di nuovi presidi in Calabria – come a Tropea e Cirò Marina – l’area nord della provincia di Cosenza (la più vasta e popolosa della regione) continua a subire un calo di personale drammatico.
Il Siulp punta il dito anche contro l’assenza di una rappresentanza politica locale forte, capace di incidere sui tavoli romani, e chiede alla sindaca De Gaio un incontro urgente per fare fronte comune. L’occasione per rimediare è immediata: proprio in questi giorni è stato annunciato l’arrivo in Calabria di 139 agenti ad agosto, di cui 48 destinati alla Questura di Cosenza.
Le parole dei segretari provinciali del Siulp, Ezio Scaglione e Ruggiero Altimari, suonano come un ultimatum alle istituzioni: “Ci auguriamo con tutto il cuore che il Commissariato di Castrovillari riceva un congruo numero di agenti, e non uno o due che nulla risolverebbero. Chiediamo alla Sindaca di agire in sincronia con il territorio e col Sindacato per ottenere migliori condizioni di lavoro per i poliziotti e una sicurezza reale. Questa disparità di trattamento deve finire”.











