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5 Marzo 2026
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Calabria
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Libera si mobilita per i 30 anni della legge 109, da allora 3.450 i beni immobili confiscati e destinati in Calabria

Tra piazze e firme, tre giorni per la legalità e il riutilizzo sociale. Dal 6 all’8 marzo decine di iniziative per celebrare tre decenni di impegno contro le mafie

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Il 7 marzo 2026 la legge 109/96, che disciplina il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, compie 30 anni. Un percorso avviato grazie a un milione di firme, oggi celebrato da Libera con la campagna “109 piazze per la legge 109”, tre giorni di eventi, banchetti, visite ai beni confiscati e raccolta firme in tutta la Calabria. L’obiettivo concreto: chiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia sia destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati, accelerando la loro operatività sul territorio.

Convertire a uso sociale i beni confiscati ai mafiosi è prima di tutto una questione etica, non solo legislativa. Ogni giorno di ritardo fa il gioco delle mafie”, dichiara Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera.

Calabria tra pionieri e sfide

In Calabria operano 154 soggetti in 47 comuni nella gestione di beni confiscati. Il 63% sono associazioni, il 15% cooperative sociali e il 9% enti ecclesiastici. Tra loro, 88 realtà offrono servizi di welfare e supporto alla comunità, mentre 45 promuovono cultura, turismo sostenibile e educazione.

Secondo l’Agenzia Beni confiscati, in Calabria ci sono 3.450 immobili confiscati e destinati, di cui 1.722 ancora in gestione e in attesa di destinazione. Sul fronte aziendale, 209 imprese confiscate sono già destinate, mentre 345 restano in gestione.

Una tre giorni di impegno concreto

Dal 6 all’8 marzo piazze e spazi pubblici calabresi saranno animati da eventi e banchetti. Tra gli appuntamenti principali: Gioiosa Marina – Lungomare Nord, via Romanò; Siderno – Piazza Vittorio Veneto, “Casa dei Giovani – Maestri nel sogno”; Reggio Calabria – Corso Garibaldi; Crotone – Piazza della Resistenza; Cosenza – Piazza XI Settembre; Vibo Valentia – Corso Umberto; Villa San Giovanni – Piazza Immacolata; Catanzaro – Via Bezzecca 65; Cassano allo Ionio – Piazza Pertini

I beni restituiti alla collettività raccontano il bene comune che si ripara. Nelle cooperative, negli spazi sociali e negli edifici che ospitano chi è in difficoltà, si genera fiducia, educazione e sviluppo locale”, aggiunge Ciotti.

Numeri e risultati concreti

Secondo il report “Raccontiamo il bene” di Libera: 1.332 soggetti della società civile gestiscono beni confiscati in 448 comuni e 19 regioni; oltre 739 associazioni attive in diverse forme di gestione; 35 scuole utilizzano i beni confiscati come strumento didattico; Tipologia beni in Calabria: 75 appartamenti e immobili, 36 ville, 35 terreni agricoli, 16 complessi immobiliari, 26 locali commerciali o industriali

Non tutti i beni si prestano subito a un utilizzo sociale, ma la mancanza di risorse iniziali crea abbandono e sfiducia. Dobbiamo fare uno scatto in più, intervenire tempestivamente e rendere operativi i beni confiscati. Ogni ritardo favorisce le mafie”, conclude Ciotti.

La sfida futura

Trent’anni di legge 109 testimoniano che è possibile costruire un modello alternativo di sviluppo territoriale, basato su legalità, partecipazione e servizi alla comunità. Ma la sfida continua: accelerare la destinazione dei beni, sostenere le cooperative e ampliare l’educazione alla cittadinanza attiva per impedire che la mafia mantenga spazi di potere.

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