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16 Febbraio 2026
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Mariano, la rinascita possibile: la Fondazione ‘Bambino Gesù del Cairo’ adotta il suo percorso di cura (FOTO)

Siglato l'accordo di tutela, trasparenza e responsabilità per garantire cure, dignità e un futuro pieno di speranza al giovane. Una storia di fragilità che diventa forza collettiva

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Ci sono date che cambiano il destino di una vita fragile. Per Mariano, il bambino di Vena di Maida, in provincia di Catanzaro, il confine tra il “prima” e il “dopo” è stato segnato il 5 febbraio, quando la Fondazione Bambino Gesù del Cairo Ente Filantropico ETS ha formalizzato l’adozione del suo percorso di cura, protezione e rinascita.

Mariano, conosciuto come “il bambino di 200 kg”, convive con una condizione di obesità patologica grave che ha inciso profondamente sulla sua infanzia, compromettendone mobilità, autonomia e relazioni. Il dato numerico non è solo un peso corporeo: è il simbolo di una fragilità che richiede un intervento multidisciplinare strutturato, capace di integrare competenze endocrinologiche, nutrizionali, psicologiche e riabilitative.

Un protocollo che è patto morale

L’accordo sottoscritto con i genitori, Sigismondo e Tamara, non rappresenta soltanto un atto formale. È un patto morale e pubblico che attribuisce alla Fondazione la responsabilità esclusiva di coordinare risorse, sostegni e interventi sanitari destinati al bambino.

Mariano con Papa due

Obiettivo dichiarato: garantire trasparenza assoluta, affinché ogni contributo si traduca in cura concreta e ogni donazione diventi un passo reale verso l’autonomia.

La Fondazione si propone come regia unica del progetto terapeutico, assicurando che ogni azione confluisca in un piano organico di assistenza e accompagnamento.

L’abbraccio del Papa

Il 6 febbraio, la storia di Mariano ha vissuto un ulteriore momento simbolico. Il bambino e la sua famiglia sono stati ricevuti in Udienza Privata da Papa Leone XIV. Durante l’incontro, Mariano ha ricevuto la Benedizione Apostolica, segno di vicinanza spirituale e incoraggiamento in un cammino complesso e delicato.

Un gesto che la famiglia ha vissuto come conforto e affidamento, in un percorso che intreccia dimensione sanitaria e sostegno umano.

“Non potevamo restare spettatori”

A spiegare le ragioni dell’intervento è il presidente della Fondazione, Yoannis Lazhi Gaid, già segretario personale di Papa Francesco: “Abbiamo deciso di abbracciare Mariano e di farci carico della sua fragilità trasformandola in speranza concreta. Non potevamo restare spettatori davanti al peso che grava sulle spalle di un bambino. Lo condividiamo con migliaia di cuori generosi”.

Marian con Papa tre

E rilancia l’iniziativa pubblica: “Siamo tutti Mariano non è uno slogan, ma un impegno operativo. Coordineremo ogni aiuto con rigore e trasparenza, perché la sua speranza non resti un’attesa fragile, ma diventi una casa sicura, una cura costante, un futuro possibile. Nessun peso è irrisollevabile quando a sostenerlo è l’amore di molti”.

Un appello alla comunità

La Fondazione invita istituzioni, associazioni, imprese e cittadini ad aderire al progetto con responsabilità e partecipazione attiva. Il protocollo definito rappresenta uno scudo per Mariano e, allo stesso tempo, una garanzia per chi sceglie di contribuire.

Il percorso clinico richiederà tempo, continuità e un impegno economico significativo. Ma la sfida è trasformare una condizione di grave vulnerabilità in un esempio di unità solidale. Oggi non è soltanto la storia di un bambino. È una chiamata collettiva alla responsabilità. Oggi, davvero, siamo tutti Mariano.

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