29 Agosto 2025
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Calabria

Multe e autovelox, la Calabria in trappola: incassi record e irregolarità. Il Codacons denuncia il “caso” Simeri Crichi

Il Coordinamento a tutela dell’Ambiente e dei Consumatori punta i riflettori su un sistema di sanzioni definito "fuorilegge" che genera milioni di euro, a discapito della sicurezza e dei diritti dei cittadini

I dati sono impietosi e rivelano una realtà in forte espansione: le multe stradali sono diventate una fonte di reddito cruciale per i Comuni italiani e, in particolare, per quelli calabresi. Un’analisi del Centro Studi Enti Locali mostra che a livello nazionale gli incassi hanno superato i 2,18 miliardi di euro nel 2024, con un aumento di 200 milioni rispetto all’anno precedente. In Calabria, il trend è ancora più marcato: il gettito è passato da 22,7 milioni nel 2023 a 30,5 milioni nel 2024.

Milioni di euro dalle strade calabresi

Nel periodo tra gennaio 2023 e luglio 2025, la regione ha incassato un totale di 63,8 milioni di euro dalle sanzioni stradali. A guidare la classifica provinciale è Cosenza, che con i suoi 38,3 milioni di euro raccoglie oltre il 60% del totale regionale. Seguono Reggio Calabria (15,7 milioni), Catanzaro (4,3 milioni), Vibo Valentia (3,2 milioni) e Crotone (2,1 milioni). Ma il caso più eclatante è quello di Villapiana, in provincia di Cosenza, che si posiziona come il quarto comune italiano per incassi pro capite, con un valore di 916 euro per abitante, a dimostrazione di come i piccoli centri turistici e quelli attraversati da arterie trafficate siano i più “redditizi”.

L’autovelox “fuorilegge” di Simeri Crichi

In questo scenario, il Codacons alza la voce e denuncia un sistema che sembra più orientato a “fare cassa” che a garantire la sicurezza. L’associazione dei consumatori ha messo sotto accusa l’autovelox di Simeri Crichi, nel Catanzarese, sostenendo che sia uno strumento non omologato e, quindi, non idoneo a produrre accertamenti validi, come già stabilito da diverse sentenze della Corte di Cassazione. Nonostante ciò, lo strumento continua a essere utilizzato, generando contenziosi e minando la fiducia dei cittadini.

L’ingiunzione “gonfiata” e la denuncia

Il caso concreto che ha scatenato la protesta riguarda un automobilista a cui è stata notificata un’ingiunzione di pagamento da 300 euro per una multa che in realtà ammontava a poco più di 50 euro di saldo. La società incaricata della riscossione avrebbe ignorato un pagamento parziale già effettuato, calcolando le maggiorazioni come se non fosse mai stato versato nulla. “Si tratta di una condotta gravissima e scorretta – ha dichiarato l’avv. Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – che porta a chiedere due volte lo stesso debito e viola i principi di buona amministrazione”. L’associazione sottolinea inoltre che i proventi delle multe, per legge, dovrebbero essere reinvestiti in sicurezza stradale, segnaletica e manutenzione, non in “duplicazioni di crediti” o in pratiche illegittime.

Le richieste del Codacons

Di fronte a questa situazione, il Codacons ha chiesto al Comune di Simeri Crichi di verificare l’operato della società di riscossione e a tutte le istituzioni competenti di intervenire. Le richieste sono chiare: controllo da parte del Prefetto di Catanzaro, un’indagine della Corte dei Conti per danno erariale e un intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette. “Non siamo davanti a un semplice errore – ha concluso Di Lieto – ma a un sistema che rischia di colpire i cittadini con importi gonfiati e regole distorte. Una vera e propria trappola”.

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