31 Agosto 2026
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Omicidio di Giuseppe Scorza, attesa per l’autopsia: si cerca il movente dell’agguato a Lauropoli

Il 36enne è stato ucciso nel magazzino dell’azienda dove lavorava. Ferito anche il collega Renato Elia: sotto esame testimonianze e immagini delle telecamere della zona

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Proseguono a Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio, gli accertamenti sull’omicidio di Giuseppe Scorza, 36 anni, ucciso all’interno del magazzino-ufficio dell’azienda per cui lavorava. Il corpo dell’uomo sarà sottoposto oggi ad autopsia all’ospedale “Dulbecco” di Catanzaro, dove l’esame è previsto nel pomeriggio.

L’inchiesta ruota anche attorno alla dinamica dell’agguato. Secondo gli elementi raccolti finora, l’ipotesi investigativa è che Scorza fosse il principale obiettivo del commando entrato in azione nel luogo di lavoro utilizzando delle mitragliette. A fornire ulteriori elementi agli investigatori sarebbero state alcune testimonianze raccolte dopo la sparatoria.

Nell’attacco è rimasto ferito anche Renato Elia, collega di Scorza. L’uomo è riuscito a raggiungere un bar nelle vicinanze, dove ha ricevuto i primi soccorsi. Pochi metri più indietro, nel frattempo, era rimasto il corpo senza vita di Scorza.

Il lavoro all’alba per evitare il caldo

I due dipendenti lavoravano per la stessa società, impegnata nei servizi di manutenzione del verde e nella gestione dei rifiuti. Quella mattina si trovavano nel magazzino per una delle attività abituali: organizzare le squadre e programmare gli interventi da effettuare sul territorio.

L’orario non sarebbe stato casuale. Per evitare le temperature più elevate, l’organizzazione del lavoro prevedeva infatti l’avvio delle attività nelle prime ore della giornata. Un’abitudine che, secondo la prospettiva degli investigatori, potrebbe essere stata conosciuta da chi ha pianificato l’azione.

Si tratta però di un elemento che dovrà essere verificato nell’ambito delle indagini e che, allo stato, non consente di stabilire chi abbia potuto conoscere gli spostamenti o le consuetudini dei lavoratori.

La scena del crimine ancora sotto sequestro

Nel magazzino sono ancora visibili i segni dell’intervento della Polizia scientifica. L’area è stata sequestrata e gli investigatori stanno esaminando gli elementi ritenuti utili alla ricostruzione della sparatoria.

Una possibile svolta potrebbe arrivare dai filmati delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona. Le immagini potrebbero consentire di ricostruire i movimenti precedenti e successivi all’agguato e di verificare la presenza di persone o veicoli collegabili alla fuga del commando.

L’attenzione degli investigatori resta quindi concentrata sia sulla dinamica dell’omicidio sia sui rapporti e sulle abitudini delle vittime, nella ricerca di elementi capaci di chiarire il movente e l’identità degli autori.

A Cassano resta il peso della sparatoria

Cassano allo Ionio e nella frazione di Lauropoli la notizia continua intanto a occupare le conversazioni quotidiane. Il bar nel quale Elia è riuscito a trovare riparo dopo essere stato ferito è uno dei luoghi abitualmente frequentati da lavoratori e residenti nelle prime ore del mattino.

La sparatoria ha riportato al centro dell’attenzione della comunità un episodio violento consumato all’alba di venerdì. Mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti e attendono anche gli esiti dell’autopsia.

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