Un episodio di violenza che scuote la città di Cosenza durante le festività natalizie. Nella notte del 25 dicembre, nel quartiere Santa Teresa, un giovane di 31 anni è stato aggredito da un gruppo di ragazzi di circa vent’anni. “È stato apostrofato con insulti omofobi e ha subito sputi e colpi fisici ripetuti”, racconta Arcigay Cosenza in una nota, precisando che il ragazzo è stato attaccato quattro volte nel corso della stessa serata.
“Non si tratta di un episodio isolato – afferma l’associazione – ma di un meccanismo di branco che trova forza nell’impunità e nella convinzione che nessuno risponderà delle proprie azioni. È un chiaro segnale della necessità di strumenti legislativi concreti contro le discriminazioni”.
Il punto di vista della vittima
Il giovane coinvolto, secondo quanto riferito dall’associazione, ha mantenuto una posizione “consapevole e lucida”.
“Reagire non significa cercare la violenza, ma rifiutare di abbassare la testa e di farsi zittire”, dichiara. L’aggressione, motivata unicamente dallo stile di abbigliamento definito “non conforme”, ha colpito anche un amico che tentava di difenderlo.
“Quando l’odio colpisce senza motivo, nessuno può dirsi davvero al sicuro – sottolinea Arcigay Cosenza – La denuncia sporta dal ragazzo è un atto coraggioso e necessario”.
Un problema culturale e sociale
Secondo Arcigay, episodi come questo evidenziano un problema strutturale della società. “Non possiamo limitarci alla repressione o al controllo dell’ordine pubblico. La prevenzione passa attraverso educazione alla cittadinanza, rispetto delle differenze e progetti nelle scuole”, spiega l’associazione.
Il Cad (Centro Assistenza e Difesa) dell’Arcigay fornisce supporto legale e psicologico alle vittime di discriminazioni omobitransfobiche. “È fondamentale lavorare sulla responsabilità collettiva per costruire una società inclusiva, dove fenomeni di violenza come questo non vengano più tollerati”, conclude la nota.








