25 Giugno 2026
25 Giugno 2026
spot_img

“Quattro aggressioni per un vestito”: l’intervento di Arcigay sul ragazzo pestato a Cosenza

La città sotto shock per l’episodio che coinvolge un giovane di 31 anni. L’associazione denuncia la pericolosa dinamica di branco e chiede leggi più efficaci contro le discriminazioni

spot_img

Un episodio di violenza che scuote la città di Cosenza durante le festività natalizie. Nella notte del 25 dicembre, nel quartiere Santa Teresa, un giovane di 31 anni è stato aggredito da un gruppo di ragazzi di circa vent’anni. “È stato apostrofato con insulti omofobi e ha subito sputi e colpi fisici ripetuti”, racconta Arcigay Cosenza in una nota, precisando che il ragazzo è stato attaccato quattro volte nel corso della stessa serata.

“Non si tratta di un episodio isolato – afferma l’associazione – ma di un meccanismo di branco che trova forza nell’impunità e nella convinzione che nessuno risponderà delle proprie azioni. È un chiaro segnale della necessità di strumenti legislativi concreti contro le discriminazioni”.

Il punto di vista della vittima

Il giovane coinvolto, secondo quanto riferito dall’associazione, ha mantenuto una posizione “consapevole e lucida”.

“Reagire non significa cercare la violenza, ma rifiutare di abbassare la testa e di farsi zittire”, dichiara. L’aggressione, motivata unicamente dallo stile di abbigliamento definito “non conforme”, ha colpito anche un amico che tentava di difenderlo.

Quando l’odio colpisce senza motivo, nessuno può dirsi davvero al sicuro – sottolinea Arcigay Cosenza – La denuncia sporta dal ragazzo è un atto coraggioso e necessario”.

Un problema culturale e sociale

Secondo Arcigay, episodi come questo evidenziano un problema strutturale della società. “Non possiamo limitarci alla repressione o al controllo dell’ordine pubblico. La prevenzione passa attraverso educazione alla cittadinanza, rispetto delle differenze e progetti nelle scuole”, spiega l’associazione.

Il Cad (Centro Assistenza e Difesa) dell’Arcigay fornisce supporto legale e psicologico alle vittime di discriminazioni omobitransfobiche. “È fondamentale lavorare sulla responsabilità collettiva per costruire una società inclusiva, dove fenomeni di violenza come questo non vengano più tollerati”, conclude la nota.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img