27 Agosto 2026
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Ragazzi con gastroenterite ancora sotto osservazione: controlli sul depuratore e sull’hotel a Mandatoriccio

Restano monitorati alcuni dei minori colpiti durante il soggiorno mentre proseguono gli accertamenti dell’Asp. I controlli nella struttura non hanno evidenziato criticità e Legambiente segnala problemi alla depurazione

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Mandatoriccio, nel Cosentino, l’attenzione resta concentrata sulle condizioni di alcuni dei ragazzi colpiti nei giorni scorsi da una forma di gastroenterite acuta. Le condizioni cliniche sono monitorate dai sanitari mentre l’Asp di Cosenza prosegue gli accertamenti per individuare l’origine dei malori.

Il 25 agosto l’Azienda sanitaria aveva comunicato che la situazione clinica risultava sotto controllo e che erano stati attivati i protocolli sanitari e ambientali previsti. Nei giorni precedenti erano stati presi in carico diversi minori tra i 2 e i 17 anni, con febbre, vomito e disturbi gastrointestinali. Alcuni erano stati ricoverati in via precauzionale, mentre altri erano già stati dimessi.

Sul possibile legame tra i malori e le condizioni ambientali della zona, però, non esiste al momento una conclusione definitiva. Le analisi devono stabilire se vi sia effettivamente una relazione tra l’episodio sanitario e una delle possibili fonti di esposizione.

L’hotel: “Controlli approfonditi, nessuna criticità”

Nel frattempo la struttura alberghiera che ospitava alcuni dei ragazzi ha diffuso una nota per precisare la propria posizione. Il chiarimento arriva dopo gli accertamenti eseguiti dalle autorità sanitarie e dai Carabinieri del Nas.

Secondo quanto riferito dall’hotel, la struttura è stata sottoposta a un’attività ispettiva coordinata che ha coinvolto Servizio veterinario dell’Asp, Sian – Servizio igiene alimenti e nutrizione, Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asp di Cosenza e Nas.

La struttura sostiene che, nel corso dei controlli, sia stata verificata la corretta conservazione degli alimenti e che le celle frigorifere siano state trovate «in ottimo stato». Nessuna criticità sarebbe stata inoltre rilevata nell’area piscina e nei servizi destinati al pubblico; i parametri dell’acqua della piscina, misurati sul posto, sarebbero risultati nella norma.

Sono comunque in corso ulteriori verifiche di laboratorio sui campioni prelevati da Arpacal, oltre al campionamento dell’acqua potabile in ingresso e in uscita dalla struttura effettuato dal Sian.

La direzione dell’hotel precisa inoltre che l’ipotesi ambientale attualmente esaminata riguarda un possibile problema del depuratore comunale, il cui scarico confluisce alla foce del torrente Armirò. Secondo la struttura, il punto dista oltre 600 metri dall’albergo e si tratta di “un’infrastruttura pubblica, esterna e del tutto indipendente dalla struttura alberghiera”.

La nota, diffusa dalla struttura nell’ambito della vicenda in corso, conclude assicurando la collaborazione con gli organi di controllo e rivolgendo un augurio di pronta guarigione ai ragazzi coinvolti.

Il sopralluogo di Legambiente sul depuratore

Sul fronte ambientale arriva intanto la segnalazione del circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli. il presidente Nicola Abruzzese riferisce di un sopralluogo effettuato presso l’impianto di depurazione situato a monte della marina di Mandatoriccio.

Secondo Legambiente, durante l’ispezione sarebbe stato riscontrato “un evidente malfunzionamento dell’impianto”. Il circolo segnala inoltre la presenza, all’esterno della struttura, di una sorta di serpentina di contenimento realizzata per limitare il flusso dei fanghi fuoriusciti dal depuratore.

Sempre secondo la nota firmata da Abruzzese, questa soluzione sarebbe insufficiente a impedire la dispersione dei fanghi nell’ambiente. Legambiente indica come possibile alternativa la realizzazione di vasche di sedimentazione o decantazione, pensate per separare attraverso la gravità i materiali solidi e i fanghi dalla componente liquida.

Il circolo riferisce anche di essere in contatto con l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, dal quale avrebbe ricevuto rassicurazioni su un intervento straordinario degli uffici regionali per affrontare la situazione.

Il dato, tuttavia, va tenuto distinto dall’indagine sanitaria: il malfunzionamento segnalato da Legambiente non dimostra, da solo, che il depuratore sia all’origine dei disturbi accusati dai minori.

Scutellà chiede verifiche alla Regione

La vicenda è arrivata anche sul tavolo della Regione Calabria. La capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, insieme al Gruppo consiliare Lampare, ha chiesto «massima attenzione e trasparenza» sulla situazione ambientale di Mandatoriccio e della fascia ionica interessata.

Scutellà e il gruppo Lampare nei giorni scorsi hanno richiamato le segnalazioni ricevute negli ultimi mesi su qualità delle acque, cattivi odori e condizioni degli impianti di depurazione.

La consigliera ha quindi presentato un’interrogazione al presidente della Giunta regionale per ottenere informazioni sullo stato di funzionamento degli impianti che servono Mandatoriccio e i territori vicini, sull’attuazione degli interventi finanziati dalla Regione e sulle attività di controllo e monitoraggio svolte dagli enti competenti.

Il nesso tra depuratore e gastroenterite resta da accertare

Il punto centrale dell’inchiesta resta dunque ancora senza una risposta definitiva. Da una parte ci sono i malori dei minori, per i quali l’Asp continua gli accertamenti; dall’altra le verifiche ambientali e le segnalazioni sul funzionamento del depuratore.

Le autorità non hanno finora stabilito un rapporto causale tra il malfunzionamento dell’impianto, la qualità delle acque e la gastroenterite. Anche le verifiche effettuate nella struttura alberghiera non hanno evidenziato, secondo quanto comunicato dall’hotel, irregolarità immediate nella conservazione degli alimenti o nell’acqua della piscina.

Restano quindi attese le analisi sanitarie e ambientali, che dovranno chiarire l’origine dell’episodio e stabilire se esista un collegamento tra i diversi elementi finora emersi. Nel frattempo, alcuni dei ragazzi coinvolti rimangono sotto osservazione.

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