17 Agosto 2026
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Ritrovata una tanica di liquido infiammabile tra gli alberi dell’Oasi di Scolacium di Squillace

La denuncia arriva dall'associazione OPAT a seguito della scoperta effettuata da una volontaria il giorno dopo Ferragosto. L'episodio riaccende i riflettori sulle tensioni legate alla tutela dell'area protetta di Squillace e sui precedenti interventi abusivi.

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Una tanica colma di liquido altamente infiammabile è stata rinvenuta e subito rimossa all’interno della piana dell’Oasi ZSC IT9330098 Scolacium, nel territorio comunale di Squillace. La scoperta è avvenuta all’indomani del giorno di Ferragosto ad opera di una collaboratrice dell’associazione OPAT, la quale ha notato il contenitore nascosto tra le radici di un albero caduto.

Il tempestivo intervento della volontaria ha evitato che il fluido, caratterizzato da un forte ed inconfondibile odore, potesse entrare in contatto con una qualsiasi fonte di calore, scongiurando il rischio di un innesco dalle conseguenze potenzialmente devastanti per il patrimonio naturale dell’oasi.

La denuncia dell’OPAT e i precedenti nell’Oasi di Scolacium

L’episodio è stato formalmente reso noto dai responsabili dell’organizzazione ambientalista, che hanno espresso forte preoccupazione per le possibili finalità dolose del gesto, collocandolo all’interno di una serie di criticità che da tempo interessano il sito protetto. L’associazione ha ricostruito nel dettaglio l’accaduto e la storia recente della zona attraverso la propria nota ufficiale:

“Proprio il giorno successivo a Ferragosto, una nostra collaboratrice ha scoperto in piana Oasi ZSC Scolacium di Squillace, un contenitore (vedi foto) nascosto in mezze alle radici di un albero caduto, che apparentemente poteva sembrare contenente della semplice acqua, ma in realtà era pieno di liquido infiammabile dal forte e inconfondibile odore. Forse dei piromani su commissione avevano lasciato li la tanica per poter poi agire indisturbati in un secondo momento? La nostra collaboratrice, dopo averci contattato ha pensato bene di prendere con sé il contenitore il cui contenuto se fosse venuto a contatto con una fonte di calore qualsiasi, avrebbe causato un innesco davvero pericoloso a letale per la zona – dice in una nota l’OPAT – Ricordiamo che l’Oasi Scolacium ZSC IT9330098 è al centro di insane e pericolose attenzioni da quando nel 2019 ci fu il primo episodio di taglio abusivo di arbusti per una superficie di 2.300 metri quadrati, a seguire nel novembre del 2024 un altro episodio di taglio abusivo e di cantiere forestale improvvisato sequestrato e con i sigilli dei carabinieri fino ad arrivare a giugno del 2026quando all’ingresso della pineta di via Aiace sono apparsi due cartelli di “proprietà privata” e una lunga rete metallica ha recintato e ingabbiato la pineta e l’oasi tutta la cui fruizione è e deve rimanere pubblica. Tutti questi episodi hanno come protagonista la famiglia Lucifero e i suoi amministratori che, ad oggi, non hanno ancora subito nessuna conseguenza in relazione agli abusi che hanno fino ad ora perpetrato in questi spazi che ritengono erroneamente essere di loro completa ed esclusiva pertinenza – conclude l’associazione – Chissà a cosa e a chi sarebbe servita questa tanica di liquido infiammabile in un posto talmente delicato e così ricco di vegetazione e animali che noi “esseri umani” dovremmo avere l’unica premura di tutelare e proteggere? Ringraziamo la nostra collaboratrice e sentinella che preferisce rimanere anonima e ringraziamo tutti quelli che ci aiutano nel portare avanti la nostra opera di sorveglianza e osservazione continua”.

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