4 Agosto 2026
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Roccelletta, dopo la spiaggia c’è di peggio: viaggio nel degrado che il Comune di Borgia tiene nascosto (VIDEO)

L’inchiesta di C7 si allarga: canali trasformati in discariche, acqua maleodorante, strade dissestate e degrado diffuso. Decine di segnalazioni e documenti raccontano una realtà che i cittadini dicono di denunciare da anni senza ottenere risposte

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Roccelletta non è soltanto una spiaggia. È un quartiere. Ci vivono famiglie tutto l’anno, lavorano attività commerciali e, d’estate, arrivano migliaia di turisti. È il luogo da cui passa buona parte dell’immagine turistica del Comune di Borgia. Per questo, quando sono cominciate ad arrivare le prime segnalazioni, abbiamo deciso di non fermarci all’arenile.

L’inchiesta di Calabria7 prosegue da qui. Abbiamo percorso le strade, osservato i canali, raccolto fotografie, video e decine di testimonianze. Ed è lì che il racconto cambia. Perché il problema, a quanto pare, non finisce sulla battigia. Comincia appena ci si allontana dal mare.

I canali dimenticati

Ci sono immagini che raccontano più di qualsiasi comunicato. I canali realizzati per raccogliere e convogliare le acque meteoriche appaiono, in diversi tratti, privi di quella manutenzione che ci si aspetterebbe da opere pubbliche destinate a garantire il corretto deflusso delle acque. Vegetazione cresciuta senza controllo, detriti accumulati, percorsi difficili e un senso generale di abbandono accompagnano chi raggiunge il mare.

Una residente ci scrive una frase che vale più di tante analisi: “Qui c’è una puzza insopportabile.” Le fotografie mostrano un canale nel quale è presente acqua anche in pieno agosto. Calabria7 non ha gli strumenti per stabilire la natura di quell’acqua e non intende sostituirsi ai tecnici. Sarebbe scorretto. Ma una domanda sì, possiamo farla. Se quel canale è destinato prevalentemente alle acque bianche, è normale che continui a essere alimentato anche nel periodo più secco dell’anno? È una situazione fisiologica oppure richiede verifiche? Sono domande. E come tutte le domande meritano risposte.

Strade rattoppate e manutenzione che non basta

Proseguendo il viaggio il paesaggio cambia poco. Le fotografie mostrano rattoppi sull’asfalto, nuove buche che si aprono accanto a quelle appena chiuse e carreggiate segnate dal tempo. I residenti raccontano che gli interventi vengono effettuati, ma spesso hanno il respiro di pochi giorni. Chi vive qui non chiede opere faraoniche. Chiede semplicemente che una strada rimanga percorribile e che la manutenzione ordinaria non diventi un evento straordinario.

Il degrado non nasce da solo

Accanto ai canali, lungo i percorsi che conducono al mare, si accumulano detriti, vegetazione incolta e situazioni che, secondo numerose segnalazioni, si trascinano da anni. A questo si aggiunge un altro tema che ricorre continuamente nei racconti dei residenti: quello dell’abusivismo. Manufatti che attendono da tempo risposte, opere che avrebbero bisogno di verifiche, situazioni che alimentano la sensazione di un territorio lasciato andare. Calabria7 continuerà ad approfondire anche questo fronte, documentando ciò che emergerà. Perché il degrado non compare all’improvviso. Cresce lentamente, un’omissione dopo l’altra.

Il putiferio dei cittadini

La vera notizia, però, non sono nemmeno le fotografie. È la reazione che hanno provocato. Dopo i primi articoli la redazione è stata raggiunta da decine di mail, messaggi e telefonate. A scrivere sono soprattutto i residenti, persone che a Roccelletta vivono tutto l’anno e che descrivono una realtà fatta di servizi carenti, manutenzione insufficiente e problemi che, a loro dire, si ripetono estate dopo estate. Il filo conduttore è sempre lo stesso: la sensazione che il quartiere venga ricordato quando c’è da organizzare un evento o tagliare un nastro, molto meno quando c’è da garantire il decoro urbano e la manutenzione quotidiana.

La politica delle spiegazioni

Finora il dibattito pubblico si è concentrato soprattutto sulle spiegazioni. Vincoli, competenze, norme, procedure. Tutti temi reali, che nessuno mette in discussione. Ma esiste una differenza sostanziale tra spiegare un problema e risolverlo. Perché nessun vincolo ambientale impedisce di programmare la manutenzione ordinaria di una strada. Nessuna norma giustifica canali lasciati senza cura. Nessuna procedura può diventare un alibi permanente quando il degrado finisce per diventare il paesaggio. Ed è qui che la vicenda smette di essere tecnica e diventa politica.

Elisabeth Sacco, oltre a essere il sindaco di Borgia, è anche presidente provinciale del Partito Democratico. Guida il Comune da anni ed è inevitabile che il giudizio dei cittadini finisca per misurarsi con lo stato del territorio. Governare significa affrontare i problemi prima che diventino emergenze, non limitarsi a rincorrerli quando esplodono.

Le tasse arrivano sempre. I servizi molto meno

C’è una frase che abbiamo sentito ripetere più volte durante questa inchiesta: “Le cartelle arrivano puntuali”. È una battuta, certo. Ma fotografa un sentimento diffuso. Tasse e tributi vengono pagati con regolarità. Quello che molti residenti faticano a vedere è un ritorno in termini di servizi, manutenzione e decoro. Ed è forse questa la distanza che oggi pesa di più. Non quella tra Borgia e Roccelletta, ma quella tra ciò che un cittadino si aspetta dal proprio Comune e ciò che, ogni giorno, trova uscendo di casa.

La Puntura

Una comunità non può vivere aspettando che siano sempre i cittadini a fare il primo passo. Un giorno segnalano una buca. Il giorno dopo documentano un canale. Quello successivo denunciano il degrado. Il volontariato è una ricchezza, ma non può diventare il sostituto dell’amministrazione.

I cittadini non eleggono un sindaco perché organizzi gruppi di buona volontà. Lo eleggono perché il Comune faccia ciò che gli compete: manutenere, controllare, programmare, intervenire. Perché Roccelletta non chiede privilegi. Chiede normalità. E, a giudicare dalle immagini raccolte in questi giorni, è una richiesta che aspetta risposta da troppo tempo.

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