Aule e corridoi finiscono di nuovo sul banco degli imputati. Il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva offre uno spaccato inquietante sulla sicurezza dell’edilizia scolastica, rivelando un quadro nazionale segnato da 68 crolli nell’ultimo anno, oltre 80mila infortuni per gli studenti e gravissime lacune sul fronte della prevenzione naturale e dell’adattamento climatico.
In questo scenario la Calabria paga un prezzo altissimo, piazzandosi ai vertici delle criticità territoriali e strutturali.
Allarme dissesto: la Calabria nell’elenco delle regioni più esposte al pericolo idraulico
L’incrocio dei dati dell’Anagrafe dell’edilizia con le mappe ufficiali dell’ISPRA posiziona la Calabria tra i territori più fragili del Paese.
Sui rischi naturali la regione mostra una vulnerabilità estrema, figurando nei primi posti a livello nazionale per la sola classe di alta pericolosità idraulica. Un dato drammatico se inserito nel contesto generale: in Italia quasi una scuola su cinque sorge in zone a rischio alluvione e ben 17mila istituti ricadono in aree a elevata sismicità, a fronte di un misero 4% di strutture sottoposte negli anni a interventi di adeguamento o miglioramento sismico.
Mense e servizi al lumicino: solo una scuola su cinque garantisce la refezione
L’emergenza non riguarda soltanto la tenuta dei muri, ma investe direttamente la qualità della vita e della didattica quotidiana. Sul fronte dei servizi essenziali come la refezione scolastica, la Calabria si colloca ai livelli più bassi d’Italia con appena il 22,5% di edifici dotati di una mensa. Peggio fanno soltanto la Sicilia con il 14,4% e la Campania con il 18%.
La situazione appare altrettanto desolante sul piano del comfort ambientale e dell’accessibilità: appena il 7,4% delle scuole italiane è provvisto di impianti di condizionamento o ventilazione, trasformando i plessi in vere e proprie trappole di calore con l’aumento delle temperature. Gravi anche le barriere architettoniche e sensoriali: l’accessibilità per studenti con disabilità motoria non supera il 40% degli istituti a livello nazionale, mentre le mappe a rilievo e i percorsi per non vedenti sfiorano l’1%.
Crolli e ritardi PNRR: serve un piano da 3 miliardi
I numeri del report fotografano una situazione che richiede interventi strutturali immediati. Cittadinanzattiva ha chiesto ufficialmente al Governo un piano di investimenti da 3 miliardi di euro in tre anni, chiedendo di destinare almeno un miliardo all’anno alla messa in sicurezza e all’adattamento climatico delle strutture.
Resta infine lo scoglio del PNRR: sebbene l’avanzamento dei lavori per la sicurezza viaggi su buoni ritmi, ritardi pesanti si registrano nei cantieri per asili nido e strutture per l’infanzia, con il Mezzogiorno penalizzato da lentezze burocratiche che rischiano di compromettere l’accesso ai fondi europei.












