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9 Giugno 2026
9 Giugno 2026
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Sibaritide sotto scacco, maxi blitz contro il caporalato dopo la tragedia di Amendolara

L'attività di controllo, scattata all'alba, mira a smantellare le sacche di sfruttamento lavorativo e verificare la regolarità dei lavoratori stranieri in un territorio ancora ferito dalla strage dei quattro braccianti

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Dalle prime luci dell’alba di questa mattina, la Piana di Sibari è stata teatro di una vasta operazione interforze contro il caporalato e il lavoro nero.
Il blitz, che interessa i comuni di Corigliano Rossano, Cassano all’Ionio, Villapiana e Amendolara, ha visto impegnati circa 30 militari, con il supporto di mezzi aerei, in un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, guidata dal procuratore capo Alessandro D’Alessio.

Un territorio ferito dall’orrore

L’operazione giunge a pochi giorni dalla tragedia che ha sconvolto Amendolara, dove quattro lavoratori agricoli di origine afghana e pakistana sono stati brutalmente uccisi e carbonizzati all’interno di un’auto. Il fatto non è stato un incidente, ma una violenta ritorsione legata a dinamiche di sfruttamento paraschiavistico.
L’operazione conferma il rafforzamento dell’attenzione investigativa e preventiva su un territorio dove il lavoro agricolo stagionale rappresenta un bacino enorme di manodopera e dove, accanto alle tante aziende sane, continuano a esistere zone grigie esposte a sfruttamento, ricatti e irregolarità” si legge in una nota ufficiale delle forze dell’ordine.

Il dispositivo in campo

Il servizio ha fatto registrare la sinergia tra il Reparto Territoriale dei Carabinieri di Corigliano Rossano, agli ordini del colonnello Gianluca Marco Filippi, e la Compagnia di Cassano all’Ionio, guidata dal capitano Chiara Baione. L’obiettivo primario era la verifica della regolarità dei cittadini stranieri, l’individuazione di forme di intermediazione illecita e la lotta al lavoro irregolare.
L’attenzione delle autorità resta altissima, con l’obiettivo dichiarato di debellare un sistema criminale che nega la dignità umana e la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Le verifiche sono state utili a setacciare le aree agricole più sensibili, cercando di scardinare il sistema che, secondo le recenti indagini, ha portato alla morte dei quattro braccianti, puniti con inaudita ferocia per aver preteso il pagamento del proprio lavoro e condizioni di vita dignitose. “È un servizio necessario per restituire legalità a un comparto fondamentale per l’economia calabrese”, spiegano fonti investigative.
Nelle prossime ore sono attesi ulteriori dettagli sugli esiti dei controlli e sugli eventuali provvedimenti presi nei confronti dei soggetti trovati in posizione irregolare o coinvolti in attività di sfruttamento.

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