L’AGS Soriano rompe il silenzio e interviene pubblicamente dopo le polemiche nate in seguito allo scioglimento del Comune di Soriano Calabro disposto dal Consiglio dei Ministri il 28 aprile scorso, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Una decisione che ha portato alla caduta dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Tonino De Nardo e che, nelle ultime settimane, ha acceso il dibattito anche attorno alla società calcistica rossoblù.
Le contestazioni nella relazione ministeriale
Secondo quanto riportato nella relazione ministeriale che ha portato allo scioglimento dell’ente, le presunte infiltrazioni avrebbero compromesso “l’imparzialità dell’amministrazione”, con alcuni riferimenti anche alla concessione gratuita dell’impianto sportivo comunale e di un immobile destinato a sede sociale a favore di un’associazione sportiva, indicata come beneficiaria degli affidamenti senza adeguata procedura amministrativa.
La replica della società: “Totale lontananza da contesti mafiosi”
Di fronte al clamore mediatico e istituzionale, l’AGS Soriano ha scelto di chiarire la propria posizione con una lunga nota ufficiale.
“Riteniamo doveroso evidenziare e spiegare alcuni passaggi, per ribadire la nostra totale lontananza rispetto a contesti mafiosi”, si legge nel comunicato diffuso dal club rossoblù.
La società punta anche il dito contro parte dell’informazione: “Oggi il giornalismo d’inchiesta si limita a riportare integralmente ciò che viene raccontato, senza prendersi la briga di analizzare, chiedere, verificare”.
Il caso del campo sportivo e delle spese sostenute dal club
Nel comunicato, i presidenti Enzo Morabito e Gianni Monardo affrontano direttamente la questione della gestione del campo sportivo comunale, spiegando che da circa cinquant’anni l’impianto viene affidato gratuitamente alla squadra di calcio.








