17 Agosto 2026
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Sospetta intossicazione da cozze a San Lucido: il Comune blocca la vendita dopo i ricoveri in ospedale

Il sindaco Cosimo De Tommaso firma un'ordinanza per sospendere la somministrazione di molluschi in un'attività commerciale. Avviate le indagini epidemiologiche delle autorità sanitarie sulla filiera di tracciabilità dei lotti a rischio.

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Scatta l’allarme sanitario sul Tirreno cosentino per un presunto caso di intossicazione alimentare legato al consumo di cozze. A seguito dell’accesso di diversi cittadini al pronto soccorso per sintomi riconducibili a intossicazione, il sindaco di San Lucido, Cosimo De Tommaso, ha emesso un’ordinanza, con cui viene disposta la sospensione immediata della vendita, della somministrazione e di qualsiasi forma di cessione di cozze presso un esercizio commerciale della cittadina.

Il provvedimento scaturisce dalle segnalazioni dei presidi ospedalieri ed è stato adottato in via prudenziale per interrompere tempestivamente qualsiasi potenziale catena di contagio o rischio per la salute della popolazione locale e dei turisti.

Controlli sulla filiera, blocco dei lotti e sanificazione straordinaria

Gli organismi sanitari e gli organi di vigilanza hanno avviato un’articolata indagine epidemiologica per accertare il nesso causale tra i malesseri riscontrati e la somministrazione dei prodotti ittici. Le verifiche in corso comprendono la ricostruzione dettagliata della filiera commerciale, il controllo della documentazione di tracciabilità, il campionamento dei lotti e specifiche analisi di laboratorio volte a individuare l’eventuale presenza di agenti patogeni o tossine.

Oltre al divieto di commercializzazione, il provvedimento municipale impone il blocco cautelare di tutti i molluschi bivalvi vivi riconducibili alle medesime partite o forniture. Tali prodotti non potranno essere spostati, restituiti ai fornitori o smaltiti autonomamente fino a nuove indicazioni formali delle autorità preposte. L’ordinanza prescrive inoltre una sanificazione straordinaria di locali, macchinari, contenitori e banconi venuti a contatto con i frutti di mare. Da Palazzo di Città ribadiscono la natura strettamente cautelativa della misura, pensata per neutralizzare ogni potenziale pericolo nelle more degli accertamenti analitici definitivi.

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