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14 Aprile 2026
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Strali di Trump contro il Papa, il cardinale Battaglia lo difende: “Una voce libera che il potere non riesce a dominare”

L’arcivescovo di Napoli interviene dopo le tensioni il presidente americano: “Il Vangelo inquieta perché mette al centro gli ultimi”. Attesa per la visita di Leone XIV l’8 maggio

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“C’è una domanda che attraversa le tensioni di queste ore: perché il leader più potente del mondo sente il bisogno di attaccare una voce priva di eserciti, mercati e armi?” È il cuore della riflessione proposta dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, originario di Satriano, nel Catanzarese, nel suo messaggio di solidarietà e vicinanza al Pontefice.

“Il Papa –   sottolinea Battaglia –  ha semplicemente invocato la fine della guerra, denunciando il prezzo altissimo pagato da inermi e innocenti. Una posizione che, proprio per la sua radicale semplicità, continua a provocare reazioni”.

Il Vangelo che inquieta il potere

Secondo l’arcivescovo, la radice dello scontro è più profonda e riguarda il messaggio evangelico stesso.  “Il Vangelo dà fastidio. Da sempre. Perché non resta al suo posto”, afferma Battaglia, evidenziando come esso rimetta al centro “il fragile, il ferito, il bambino sotto le macerie, il migrante respinto”.

Una parola che non si lascia dominare, né ignorare, né comprare. Ed è proprio questa libertà – più ancora della sua forza – a generare inquietudine nei sistemi fondati sul potere.

“Non ho paura”: oltre la polemica

Nel suo intervento, Battaglia si sofferma su tre parole pronunciate dal Papa: “Non ho paura”. Parole che, precisa, “non sono una risposta a Trump”, ma espressione di una dimensione più profonda. “È la libertà di chi sa da dove viene e dove va”, dichiara. “Il suo interlocutore non è il presidente americano, ma il povero che muore, il migrante respinto, il bambino senza casa”.

Una voce, quella del Pontefice, definita “scomoda, libera, disarmata”, destinata a rimanere anche quando il rumore del dibattito si spegne.

Napoli pronta ad accogliere il Papa

Lo sguardo si sposta ora sull’8 maggio, quando Leone XIV visiterà Napoli.“Camminerà con noi”, annuncia Battaglia, invitando la comunità a fare proprio quelle stesse parole: “Non ho paura. Nemmeno noi”.Un appuntamento che si carica di significato simbolico: non solo una visita pastorale, ma un segno concreto di vicinanza agli ultimi e di testimonianza pubblica.

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