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16 Giugno 2026
16 Giugno 2026
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Tanica di benzina davanti a un cantiere a Reggio Calabria: la pista intimidatoria al vaglio degli investigatori

Allarme all'alba in via Florio, nella zona che collega il porto al lungomare. Gli operai segnalano un oggetto sospetto: scattano i controlli di artificieri e Scientifica

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Momenti di tensione questa mattina a Reggio Calabria, dove una tanica contenente benzina è stata rinvenuta all’ingresso di un cantiere edile in via Florio, arteria strategica che collega l’area portuale all’inizio del lungomare cittadino.

A fare la scoperta sono stati gli operai impegnati nel cantiere che, poco prima dell’avvio delle attività lavorative, hanno notato la presenza di un oggetto ritenuto sospetto e hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.

Il sospetto di un ordigno e l’intervento degli artificieri

Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti della Polizia di Stato, che hanno inizialmente valutato l’ipotesi della presenza di un possibile ordigno rudimentale. A destare preoccupazione sarebbe stato un filo visibile all’esterno dell’oggetto rinvenuto.  Per ragioni di sicurezza sono state attivate tutte le procedure previste in casi analoghi. La zona è stata quindi sottoposta a verifiche da parte della Polizia Scientifica e degli artificieri, chiamati a escludere qualsiasi rischio per l’incolumità pubblica.

Gli accertamenti: esclusa la bomba

Le verifiche tecniche hanno successivamente chiarito la natura dell’oggetto. Non si trattava di un congegno esplosivo, bensì di una tanica di benzina lasciata all’ingresso del cantiere.

L’episodio, tuttavia, non viene considerato dagli inquirenti come un semplice gesto casuale.

Indagini della Squadra Mobile sulla possibile intimidazione

In via Florio sono arrivati anche gli investigatori della Squadra Mobile, che hanno informato il sostituto procuratore di turno e avviato gli approfondimenti investigativi.

L’attenzione degli inquirenti si concentra ora sull’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, nel tentativo di individuare chi abbia abbandonato la tanica e ricostruire tempi e modalità dell’azione.

Tra le ipotesi al vaglio vi è quella di un possibile atto intimidatorio rivolto al titolare dell’impresa impegnata nei lavori o al proprietario dell’area interessata dal cantiere. Per questo motivo non si esclude che le persone coinvolte possano essere ascoltate nelle prossime ore dagli investigatori per contribuire a delineare il contesto in cui si è verificato l’episodio.

Le verifiche proseguono

Al momento non risultano rivendicazioni né elementi che consentano di attribuire con certezza il gesto a uno specifico movente. Le indagini sono in corso e puntano a chiarire la provenienza della tanica e le ragioni della sua presenza davanti al cantiere.

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