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22 Giugno 2026
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Tentato strangolamento nel carcere di Palmi: aggressione frutto della carenza di agenti

Un detenuto del circuito Media Sicurezza ha aggredito un agente che ha evitato il peggio grazie all’intervento immediato del personale. L’Osapp denuncia il sovraffollamento carcerario e il personale insufficiente

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Continuano gli episodi di violenza nelle carceri calabresi. Questa volta protagonista è la casa circondariale di Palmi, dove un detenuto del circuito Media Sicurezza, sottoposto all’articolo 14 bis, ha aggredito un assistente della Polizia penitenziaria, strattonandolo e stringendogli le mani al collo in un tentativo di strangolamento. L’intervento immediato di personale aggiuntivo ha evitato il peggio. A riportare l’accaduto è Marco D’Agostino, segretario provinciale dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria).

Carenza di personale e sovraffollamento

Secondo D’Agostino, la situazione è la conseguenza di una cronica assenza di personale, che espone gli agenti a rischi sempre più gravi. “Gli uomini e le donne della Polizia penitenziaria diventano vittime degli aggressori e di un sistema ormai al collasso”, afferma. Il segretario generale aggiunto Osapp, Pasquale Montesano, sottolinea come l’episodio sia emblematico di un contesto più ampio, caratterizzato da grave sovraffollamento e carenza di personale, stimata in circa 100 unità mancanti solo a Palmi. A livello nazionale, il sovraffollamento vede 16.000 detenuti oltre la capienza e oltre 17.000 unità mancanti nella Polizia penitenziaria, con conseguente aumento dei carichi di lavoro e turnazioni massacranti.

Appello alle istituzioni

Montesano lancia un accorato appello al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e al governo Meloni, chiedendo interventi urgenti per garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure agli agenti penitenziari. “La Polizia penitenziaria è ormai stremata nelle forze e mortificata nel morale. Le istituzioni hanno il dovere legale, politico e morale di fermare questa carneficina”, conclude.

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