30 Settembre 2026
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Caro carburanti, trattori sulla Statale 106. A Davoli si alzano le barricate: scatta il presidio permanente

Agricoltori, allevatori e autotrasportatori in protesta contro il prezzo del carburante che sta mettendo in ginocchio l'economia calabrese: la mobilitazione andrà avanti a oltranza

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Sirene, mezzi agricoli schierati sulla carreggiata e traffico rallentato. È iniziata così, dalle prime ore del mattino, una nuova giornata di mobilitazione in Calabria. Nel Catanzarese, il punto centrale della protesta è Davoli, dove agricoltori, allevatori e autotrasportatori hanno dato vita a un presidio lungo la Statale 106 Jonica, una delle principali arterie della fascia ionica. La mobilitazione, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, è promossa dal Movimento Popolare Nazionale insieme a Popolo di Calabria, MTA, GDA, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli. L’obiettivo dichiarato è mantenere il presidio senza una scadenza prestabilita e proseguire la protesta nelle prossime giornate.

Carburante e costi di produzione

Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto gli effetti del caro carburante e dell’aumento generalizzato delle spese sostenute dalle imprese agricole e dagli operatori del trasporto. Gli organizzatori denunciano una situazione economica che, a loro giudizio, sta mettendo sotto pressione la redditività delle aziende. Nel settore agricolo viene indicata anche la distanza tra i prezzi riconosciuti ai produttori e quelli applicati nella vendita finale, con una dinamica che, secondo i promotori della protesta, finirebbe per penalizzare sia chi produce sia i consumatori. Tra le richieste avanzate figura inoltre una stretta sulle importazioni dai Paesi extra-Ue quando, secondo i manifestanti, non sarebbero garantiti standard equivalenti a quelli richiesti alle produzioni italiane in materia di qualità, sicurezza e tracciabilità.

Cinghiali e fauna selvatica

Un altro tema portato all’attenzione della protesta riguarda i danni provocati dalla fauna selvatica, con particolare riferimento ai cinghiali. Gli agricoltori chiedono interventi urgenti contro una presenza che, secondo quanto denunciato dalle organizzazioni promotrici, provoca danni ai raccolti e compromette il lavoro delle aziende. La questione viene quindi inserita dagli organizzatori all’interno di un quadro più ampio di difficoltà che interessa il comparto agricolo, insieme al costo dell’energia e dei carburanti e alle condizioni di mercato.

Dai presidi locali alla mobilitazione regionale

Davoli non rappresenta un episodio isolato. La protesta interessa altri punti della Calabria. Presidi e concentramenti vengono segnalati anche nell’area di Passovecchio, a Crotone, nei pressi degli svincoli autostradali di Rosarno e Pizzo Calabro, al bivio di Firmo-Sibari e a Cariati. A Firmo-Sibari, secondo quanto riferito dagli organizzatori, il raduno avrebbe coinvolto oltre 400 trattori. La presenza dei mezzi agricoli e dei manifestanti sta determinando ripercussioni sulla circolazione, mentre le forze dell’ordine sono impegnate nella gestione della viabilità e nella sicurezza lungo le strade interessate.

Il nodo della Statale 106

A Davoli l’attenzione è rivolta in particolare alla Statale 106, infrastruttura strategica per i collegamenti lungo la costa ionica calabrese. Il timore espresso in relazione al presidio è che eventuali blocchi o rallentamenti possano produrre conseguenze rilevanti sul traffico, anche perché i percorsi alternativi disponibili nella zona sono limitati. Il presidio permanente è stato annunciato dagli organizzatori in viale Cassiodoro, lungo la 106, con l’intenzione di mantenere la mobilitazione anche nelle ore notturne.

Verso il 10 ottobre a Cosenza

La protesta calabrese si inserisce nella mobilitazione denominata “L’Italia scende in piazza”, che coinvolge agricoltori, allevatori, autotrasportatori e cittadini in diversi punti della regione. Il programma indicato dai promotori prevede che i diversi presidi territoriali confluiscano nella manifestazione nazionale del 10 ottobre a Cosenza. Fino ad allora, gli organizzatori intendono proseguire la mobilitazione sulla fascia ionica, mantenendo attivi i presidi e richiamando l’attenzione sulle questioni del carburante, dei costi di produzione, delle importazioni e dei danni provocati dalla fauna selvatica. La situazione sulla Statale 106 resta quindi legata all’evoluzione della protesta e alle modalità con cui verranno gestiti i presidi e la circolazione nei prossimi giorni.

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