7 Novembre 2026
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Vibo Valentia, 14 colpi contro i furgoni Bartolini. La Tazzina della Legalità: “Basta fiaccolate, è tempo di ribellarsi”

Dopo i colpi di pistola esplosi contro due furgoni della Bartolini nella zona industriale di Vibo Valentia, arriva il duro appello de La Tazzina della Legalità: "Non bastano commemorazioni, fiaccolate e festival della legalità"

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Quattordici colpi di pistola contro due furgoni della Bartolini nella zona industriale di Vibo Valentia. Un episodio inquietante che riaccende l’attenzione sul problema delle intimidazioni criminali nel territorio vibonese. Ma questa volta, accanto alla solidarietà per chi lavora e investe, arriva un appello che va oltre la condanna dell’accaduto. A lanciarlo è La Tazzina della Legalità, che chiede alla città una reazione culturale, sociale ed economica contro la ‘ndrangheta. Il messaggio è netto: “Non bastano le fiaccole. È tempo di ridestarsi”.

Quattordici colpi contro i furgoni Bartolini, l’appello dopo l’intimidazione

L’episodio avvenuto nella zona industriale di Vibo Valentia, dove due mezzi della Bartolini sono stati raggiunti da 14 colpi di pistola, diventa il punto di partenza di una riflessione sul rapporto tra criminalità organizzata, economia e società civile.
La Tazzina della Legalità esprime vicinanza e solidarietà a chi continua a lavorare, investire e credere nel territorio nonostante le intimidazioni e le pressioni criminali. Ma sottolinea anche la necessità di andare oltre le manifestazioni pubbliche di condanna.
“Non possiamo pensare di contrastare la criminalità organizzata soltanto con le commemorazioni, le fiaccolate e i festival della legalità”, si legge nell’intervento. Iniziative considerate importanti, ma insufficienti se non accompagnate da un cambiamento concreto.

“La ‘ndrangheta non si combatte soltanto nei tribunali”

Il messaggio pone al centro una questione precisa: la lotta alla criminalità organizzata non può essere affidata esclusivamente alla magistratura e alle forze dell’ordine.
A queste ultime spettano le indagini, la repressione dei reati e la tutela della sicurezza. Ma, secondo La Tazzina della Legalità, esiste un’altra responsabilità che riguarda direttamente la comunità.
È quella di modificare il contesto culturale, sociale ed economico nel quale le organizzazioni criminali continuano a trovare spazio e consenso.
“La vera rivoluzione deve essere sociale”, è il passaggio centrale dell’appello. Una rivoluzione che deve coinvolgere scuole, famiglie, imprese, professionisti, associazioni e istituzioni, chiamati a costruire un fronte comune contro la cultura mafiosa.

L’attacco alle passerelle della legalità: “Non servono altre fotografie”

Il documento contiene anche una critica alle iniziative che rischiano di esaurirsi nella sola dimensione simbolica.
“Vibo ha bisogno di una nuova stagione. Non di altre passerelle, non di altre fotografie con il simbolo della legalità, non di manifestazioni destinate a esaurirsi quando si spengono le fiaccole”.
Parole che chiamano in causa non soltanto la società civile, ma anche la classe dirigente e le istituzioni, alle quali viene chiesto di produrre risposte concrete.
Il punto, secondo l’associazione, è impedire che chi subisce intimidazioni venga lasciato solo, che chi denuncia finisca isolato e che il silenzio venga scambiato per prudenza.
Una comunità capace di reagire, dunque, non soltanto attraverso eventi pubblici, ma soprattutto nei comportamenti quotidiani.

La “Ridestanza”: la sfida culturale lanciata dalla Tazzina della Legalità

È in questo contesto che nasce l’appello alla #Ridestanza, la parola scelta da La Tazzina della Legalità per indicare la necessità di un risveglio collettivo.
Ridestarsi significa, secondo il messaggio diffuso, rompere l’indifferenza, superare la rassegnazione e spezzare le complicità culturali e sociali che possono contribuire, anche involontariamente, a rafforzare il potere criminale.
La lotta alla ‘ndrangheta, viene ribadito, non si svolge soltanto nelle aule giudiziarie. Passa anche dai luoghi di lavoro, dalle scuole, dalle istituzioni e dalle scelte di ogni giorno.
Ma soprattutto richiede la capacità di offrire dignità, opportunità e prospettive di futuro a chi desidera vivere e lavorare onestamente nella propria terra.

“Non dobbiamo accendere soltanto le fiaccole, ma le coscienze”

La conclusione dell’intervento è un invito alla mobilitazione di tutta Vibo Valentia.
Per La Tazzina della Legalità, la risposta alle intimidazioni non può limitarsi alla solidarietà espressa nell’immediatezza dei fatti. Occorre costruire una comunità che sappia opporsi alla criminalità anche sul terreno sociale ed economico.
“Vibo non ha bisogno soltanto di manifestare contro la criminalità. Ha bisogno di ribellarsi culturalmente, socialmente ed economicamente alla criminalità”, è il messaggio rivolto alla città.
Da qui l’appello finale: “Perché la legalità non può essere soltanto celebrata. Deve essere praticata”.
E soprattutto una frase che riassume la sfida che La Tazzina della Legalità dichiara di volersi assumere: “Questa volta non possiamo limitarci ad accendere una fiaccola. Dobbiamo accendere le coscienze!”.

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