Le porte del carcere di Vibo Valentia si sono riaperte per un uomo di 44 anni, B. C. residente nel capoluogo. Lo scorso primo giugno, i Carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica, ponendo fine al regime di detenzione domiciliare di cui l’uomo stava beneficiando.
Un passato segnato da una scia di reati
Il provvedimento è il risultato di plurime sentenze irrevocabili di condanna che hanno fatto accumulare all’uomo una pena residua da scontare pari a 4 anni, 2 mesi e 24 giorni di reclusione.
Le condanne si riferiscono a una serie di reati commessi in un arco temporale piuttosto ampio, tra il 2008 e il 2019, che hanno interessato diverse località: Vibo Valentia, Parghelia e Roma.
Dalla truffa al metodo mafioso: il peso delle condanne
Il quadro giudiziario emerso dalle sentenze è complesso e variegato. Le accuse di cui l’uomo dovrà rispondere in sede di espiazione della pena spaziano dai reati contro la persona e il patrimonio a fattispecie più specifiche, tra cui estorsione, truffa aggravata, atti persecutori e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. Tra le contestazioni più gravi figura anche l’illecita concorrenza, aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso.
Dopo aver espletato tutte le formalità di rito, gli uomini dell’Arma hanno provveduto a tradurre il 44enne presso la Casa Circondariale vibonese, dove resterà ora a completa disposizione dell’Autorità Giudiziaria.









