3 Agosto 2026
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Violenza nel carcere di Rossano: agenti aggrediti, il Sappe proclama lo stato di agitazione

Sovraffollamento, carenza di organico e aggressioni quotidiane spingono il sindacato della Polizia Penitenziaria alla mobilitazione dopo l'attacco subito dalla comandante di reparto

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Allarme rosso all’interno del carcere di Corigliano Rossano. A seguito dell’ennesimo episodio di violenza consumatosi tra le mura della struttura penitenziaria, il sindacato di categoria Sappe ha proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale, convocando con d’urgenza un vertice dei vertici sindacali per affrontare una situazione di gestione ormai oltre il limite di guardia.
A far traboccare un vaso già colmo sono state le recenti intemperanze di alcuni reclusi con problematiche specifiche, culminate in un’aggressione diretta che ha visto coinvolta la stessa comandante di reparto dell’istituto.

Sovraffollamento e carenza di organico: i numeri dell’emergenza

A margine della riunione d’emergenza svoltasi direttamente nell’istituto rossanese, le analisi dei rappresentanti sindacali tracciano un quadro drammatico che riflette una crisi di sistema su scala nazionale.
Il segretario generale aggiunto del Sappe, Giovanni Battista Durante, evidenzia come nel Paese si gestiscano oltre “15.000 detenuti in più rispetto ai posti previsti” ed è naturale che la regione e la struttura di Rossano subiscano pesantemente il peso di questa sovrapressione. A questo quadro di sovraffollamento fa da specchio un deficit strutturale di uomini, dato che sul territorio nazionale si contano “circa 4.000 agenti in meno” e la forza operativa di Rossano appare visibilmente sottodimensionata, necessitando di un ampliamento e di una revisione immediata.
Una pressione costante sul personale che si traduce in numeri impressionanti, considerando che ogni anno si contano “circa 2.000 aggressioni ai danni della Polizia penitenziaria”.

L’appello delle sigle regionali per un fermo intervento dello Stato

Le criticità registrate nel penitenziario jonico riflettono una sofferenza che investe ormai l’intera rete degli istituti regionali. Rimarca il contesto di emergenza diffusa Francesco Ciccone, consigliere nazionale e segretario regionale del Sappe, ricordando come le difficoltà di Rossano siano in realtà comuni a “tutti i penitenziari della Calabria”.
L’istituto sconterebbe una combinazione critica tra l’inadeguatezza della dotazione organica e la gestione di reclusi affetti da disturbi psichiatrici che complicano le dinamiche interne, portando una parte della popolazione carceraria a condotte “che superano ogni limite del rispetto delle regole”.
Da qui la richiesta accorata di una presenza forte da parte delle istituzioni centrali e dell’amministrazione penitenziaria per porre un freno definitivo a questo scenario di insicurezza.

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